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“La Terra potrebbe salvarsi dalla furia del Sole morente, Mercurio e Venere sono invece già condannati”: il nuovo studio che ribalta le convinzioni sul destino del nostro pianeta

Un'indagine pubblicata su "Astronomy & Astrophysics" ridiscute il finale del Sistema Solare tra cinque miliardi di anni. La perdita di massa solare potrebbe spingere il nostro pianeta in un'orbita più esterna, evitando che venga inghiottito

di Redazione FqMagazine
Addio a Mercurio e Venere, oceani temporanei su Giove e Saturno - 4/4

Addio a Mercurio e Venere, oceani temporanei su Giove e Saturno - 4/4

Mentre la Terra (e con lei Marte) sembra potersi salvare, il destino dei nostri vicini è segnato. I ricercatori confermano che per Mercurio e Venere non ci sarà scampo: verranno inesorabilmente risucchiati e inceneriti. Paradossalmente, l’espansione del Sole porterà un barlume di “vita” ai confini freddi del Sistema. L’aumento esponenziale della radiazione solare potrebbe sciogliere le croste di ghiaccio dei satelliti dei giganti gassosi, come Europa ed Encelado (lune di Giove e Saturno), generando temporanei ma immensi oceani di acqua liquida. Tuttavia, gli scienziati invitano alla cautela nell’uso del termine “salvezza” per la Terra. Sfuggire all’inghiottimento solare non significa preservare il mondo che conosciamo. Molto prima che il Sole raggiunga la sua massima espansione, l’incremento del calore avrà già fatto bollire ed evaporare i nostri oceani, strappato via l’atmosfera e sterilizzato ogni forma di vita. Il pianeta rimarrà fisicamente integro, testimone muto del cosmo, ma ridotto a una roccia arida e rovente. Avremo circa due miliardi di anni per trovare una nuova casa tra le stelle.

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