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“La Terra potrebbe salvarsi dalla furia del Sole morente, Mercurio e Venere sono invece già condannati”: il nuovo studio che ribalta le convinzioni sul destino del nostro pianeta

Un'indagine pubblicata su "Astronomy & Astrophysics" ridiscute il finale del Sistema Solare tra cinque miliardi di anni. La perdita di massa solare potrebbe spingere il nostro pianeta in un'orbita più esterna, evitando che venga inghiottito

di Redazione FqMagazine
Il braccio di ferro cosmico: gravità contro perdita di massa - 2/4

Il braccio di ferro cosmico: gravità contro perdita di massa - 2/4

Il destino terrestre si giocherà tutto su un titanico “tiro alla fune” cosmico tra due forze antagoniste. Da una parte, l’immensa dilatazione del Sole farà avvicinare i suoi strati gassosi al nostro pianeta: le forze di marea (l’attrito gravitazionale) eserciteranno un potente effetto frenante sull’orbita terrestre, trascinando inesorabilmente la Terra verso le fauci stellari. Dall’altra parte, però, interverrà la perdita di massa del Sole. Durante l’agonia, la stella espellerà enormi quantità di materia sotto forma di violenti venti stellari. Perdendo massa, il Sole perderà anche forza gravitazionale, allentando la sua presa sui pianeti e permettendo loro di scivolare verso orbite più esterne e sicure. “Il fato della Terra dipende da un delicato equilibrio tra questi due effetti”, spiega Mats Esseldeurs, dottorando presso l’Istituto di Astronomia della KU Leuven in Belgio e primo autore dello studio. “Se le interazioni mareali dominano, la Terra viene inghiottita. Se la perdita di massa domina, la Terra sfugge in un’orbita più ampia”.

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