Lago di Vico, in azione rover subacqueo nei fondali per cercare Luigi Cavallari. Acque subito fredde e poca visibilità
Proseguono senza interruzione le ricerche di Luigi Cavallari, 84 anni, marito della ministra per la Famiglia Eugenia Roccella, disperso dal pomeriggio di sabato nelle acque del Lago di Vico. L’allarme è scattato intorno alle 17, quando l’uomo, durante una gita in barca con la moglie, si è tuffato dalla piccola imbarcazione senza più riemergere. È stata la stessa ministra a dare immediatamente l’allarme, facendo partire una complessa macchina dei soccorsi.
Per tutta la notte hanno operato i sommozzatori dei Vigili del fuoco, affiancati da squadre specializzate provenienti anche da Napoli e Firenze. Sul lago è stato impiegato anche un rover telecomandato capace di esplorare i fondali, mentre le ricerche si sono concentrate nello specchio d’acqua dove Cavallari è stato visto per l’ultima volta. Nelle prime ore sono intervenuti i sommozzatori, il nucleo Speleo Alpino Fluviale e un elicottero dei Vigili del fuoco. Successivamente, considerata l’assenza di risultati, è stato deciso di ricorrere a sofisticati sistemi elettronici di ricerca, particolarmente indicati per le difficili condizioni del lago.
“Le ricerche continueranno senza sosta per tutta la notte – aveva spiegato in serata il vicario del prefetto Nino Andrea Caputo –. Dopo una prima fase effettuata a vista, si passerà al sistema strumentale più idoneo che sarà scelto dai Vigili del fuoco in base alle caratteristiche del lago”. E domenica mattina le ricerche sono ancora in corso. Il Lago di Vico, infatti, presenta caratteristiche che rendono estremamente complesse le operazioni di soccorso. Già a circa quindici metri di profondità l’acqua raggiunge temperature di appena otto gradi, mentre la visibilità è fortemente ridotta dal fondale limoso e dalla fitta vegetazione sommersa.
I precedenti
La vicenda di Luigi Cavallari riporta inevitabilmente alla memoria altri episodi drammatici avvenuti nello stesso specchio d’acqua. Nel giugno 2011 perse la vita Onwneme Jika, 21 anni, residente a Caprarola. Il giovane si era tuffato da un pedalò nella zona della Bella Venere davanti alla compagna, al figlio e ad alcuni amici, senza più riemergere. Il corpo venne recuperato dopo lunghe ricerche; tra le ipotesi formulate all’epoca vi furono un improvviso malore e lo shock termico.
Nel maggio 2015 fu ritrovato nelle acque del lago Ennio Pittaro, 71 anni, scomparso dopo aver telefonato alla figlia dicendo che si trovava al Lago di Vico per una passeggiata. Le indagini presero in considerazione sia una caduta accidentale sia un gesto volontario.
Pochi mesi dopo, nell’agosto dello stesso anno, un ventenne di nazionalità romena morì annegato nella zona dell’Ultima Spiaggia, nel territorio di Ronciglione. Anche in quel caso si rese necessario l’intervento dei sommozzatori per recuperare il corpo. Nel maggio 2016 furono due pescatori a recuperare accidentalmente il corpo di Sandro Ciambella, 55 anni, nelle acque di Riva Azzurra. Le indagini orientarono gli investigatori verso l’ipotesi del suicidio.
Tra il 2016 e il 2017 tenne con il fiato sospeso anche la vicenda di Alfredo Martinangeli, 72 anni, scomparso durante un’uscita con il proprio catamarano. L’imbarcazione fu ritrovata senza il proprietario a bordo; il corpo riaffiorò soltanto mesi dopo, tra Parco Airone e Fiorò. L’episodio più recente risale al giugno 2025, quando Romolo Citti, 58 anni, di Sutri, morì mentre faceva il bagno nella zona della Bella Venere, probabilmente colto da un malore.