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Nuova scossa ai Campi Flegrei, magnitudo 3.0: oltre 2.200 persone ancora fuori casa

Il sisma è stato registrato alle 2.27 con epicentro nella zona di Pozzuoli, a circa 4 chilometri di profondità. Dopo il terremoto di magnitudo 4.7 del 31 luglio restano 2.172 sfollati, mentre proseguono le verifiche dei vigili del fuoco sugli edifici danneggiati.
Nuova scossa ai Campi Flegrei, magnitudo 3.0: oltre 2.200 persone ancora fuori casa
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Una nuova scossa ha riportato nella notte la paura nell’area dei Campi Flegrei. Il terremoto, di magnitudo 3.0, è stato registrato alle 2.27 con epicentro nella zona di Pozzuoli, a una profondità di circa 4 chilometri. Il movimento è stato avvertito da diversi residenti. L’ennesima scossa arriva mentre l’area continua a fare i conti con le conseguenze del forte terremoto di magnitudo 4.7 dello scorso 31 luglio (foto). A Pozzuoli sono ancora oltre duemila le persone che non possono rientrare nelle proprie abitazioni.

Gli ultimi dati del Comune parlano di 123 ordinanze di sgombero o interdizione che hanno interessato 831 nuclei familiari, per un totale di 2.172 persone. Di queste, 2.060 hanno trovato una sistemazione autonoma, mentre altre 112 sono ospitate in strutture alberghiere. A queste si aggiungono 68 persone accolte al Palatrincone, anche se non destinatarie di ordinanze di sgombero.

Nel frattempo continua il lavoro sul territorio per verificare le condizioni degli edifici e assistere la popolazione. Il Centro di Coordinamento dei Soccorsi (Ccs), attivato dal prefetto di Napoli Michele di Bari d’intesa con il Dipartimento della Protezione civile, mantiene il monitoraggio dell’emergenza insieme alla Protezione civile regionale, ai vigili del fuoco e alle altre forze impegnate nelle operazioni. Nella riunione odierna del Ccs è emerso un avanzamento delle verifiche. All’8 agosto risultavano completati 1.200 interventi dei vigili del fuoco dall’inizio dell’emergenza, mentre altri 144 erano ancora in coda. Sono 198 gli edifici sgomberati e 930 le unità abitative evacuate per motivi di sicurezza.

Per le verifiche sono stati impiegati 36 moduli di rilevamento degli edifici danneggiati, una squadra di verificatori della Direzione regionale Campania impegnata sui beni culturali e cinque squadre dei vigili del fuoco dedicate al recupero delle masserizie. Prosegue anche l’attività delle squadre specializzate nella ricognizione degli edifici e nella valutazione delle condizioni di sicurezza delle strutture colpite dagli effetti del sisma. “Priorità assoluta resta l’incolumità dei cittadini“, ha sottolineato il prefetto Michele di Bari, evidenziando il lavoro congiunto delle istituzioni per ridurre i disagi e dare risposte alle persone che non possono ancora tornare nelle proprie case.

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