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“Mi appoggiava le mani sulle gambe e le faceva scorrere all’interno dei miei pantaloncini. Recitava una poesia, palpeggiandomi il seno”: le rivelazioni choc delle vittime minorenni di Rolf Harris

La miniserie “Rolf Harris: Primetime Predator” ha dato voce alle vittime (molte delle quali, all’epoca dei fatti, minorenni) degli abusi subiti della ex star televisiva

di Andrea Bressan
La straziante testimonianza dei bimbi vittime di Harris - 4/5

La straziante testimonianza dei bimbi vittime di Harris - 4/5

Uno dei momenti più strazianti del documentario è la testimonianza dei bambini (ora diventati adulti) di cui Harris avrebbe abusato e l’impatto che ciò ha avuto sulle loro vite. Una donna ha descritto nel dettaglio un traumatico incontro con il cantante. La signora, all’ora tredicenne, viveva temporaneamente in un motel in Australia, nel 1984, con i suoi genitori. Un giorno, sempre stando al racconto della donna, Harris sarebbe entrato nella zona pranzo ed avrebbe iniziato a molestarla: “Si stava strusciando contro di me, mettendomi le mani sulle spalle e toccandomi il petto. Proprio non sapevo come farlo smettere. Stava recitando una poesia, palpeggiandomi il seno a tempo con la sua piccola filastrocca”, ha raccontato la donna che, ai tempi, avrebbe anche denunciato l’accaduto alla polizia, senza però suscitare il minimo interesse. “Guardavano i loro orologi, sbadigliando. Ignorandolo, questo comportamento si intensifica. Lo ha ripetuto ancora e ancora con i bambini, e tutti quei bambini sono stati danneggiati da lui”, ha aggiunto la donna.

E ancora: “La polizia avrebbe potuto affrontare la cosa nel 1984 e semplicemente ha scelto di non farlo. L’intera faccenda ti lascia con una sensazione di isolamento. È difficile descrivere l’impatto che ciò ha sul tuo sviluppo e sulla tua fiducia”, ha concluso la signora. A smascherare, pubblicamente, Harris è stata proprio una delle sue vittime bambine. L’oramai donna, divenuta nota come “Vittima A”, ha parlato apertamente dopo averlo visto esibirsi al concerto del Giubileo di Diamante della Regina, nel 2012. “Vittima A” era un’amica della figlia, Bindi, ed è stata abusata sia a casa sua che nell’abitazione di Harris, da bambina. La domanda sorge allora spontanea: possibile che la famiglia di Harris (composta dalla figlia Bindi e dalla moglie Alwen), prima dei processi e delle relative sentenze, non si sia mai accorta di nulla?

La serie prova a fornire un punto di vista (non ufficialmente riscontrabile). Sweeney sostiene che sia la moglie che la figlia fossero a conoscenza della vera natura di Harris ma che, soprattutto Bindi, si sia sempre rifiutata di apparire, perché presumibilmente dipendente da suo padre per il denaro. “La storia di Rolf Harris parla di come la fama, l’influenza e l’affetto del pubblico possano oscurare l’abuso e del perché spesso ci vogliano decenni affinché le vittime vengano ascoltate. Si tratta di un fallimento istituzionale e di ciò che accade quando decidiamo finalmente di ascoltare. Spero che il pubblico si ponga una domanda scomoda: cosa abbiamo scelto di non vedere?”, ha indirettamente chiesto il regista.

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