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Il principino George studierà all’Eton College come papà William e lo zio Harry: la retta da 64.000 sterline e la rigida routine con la messa tutte le mattine e gli allenamenti di rugby

Finiscono le speculazioni sull'educazione dell'erede al trono britannico: confermata l'iscrizione nello storico collegio maschile del Berkshire da 64.000 sterline l'anno

di Redazione FqMagazine
Il principino George studierà all’Eton College come papà William e lo zio Harry: la retta da 64.000 sterline e la rigida routine con la messa tutte le mattine e gli allenamenti di rugby

Dopo mesi di indiscrezioni e congetture, il percorso formativo del futuro re d’Inghilterra ha una destinazione ufficiale. Terminato il ciclo di studi alla Lambrook School, il principe George varcherà i cancelli dell’Eton College, esclusivo istituto maschile situato nel Berkshire. Una scelta che conferma il legame profondo tra la dinastia Windsor e il celebre collegio, caratterizzato da una retta annuale di 64.000 sterline.

L’istituto dei Primi Ministri e il richiamo della tradizione

Nonostante re Carlo avesse frequentato la Gordonstoun School in Scozia (su forte pressione del principe Filippo e contro il volere della regina Elisabetta, che prediligeva Eton per la vicinanza di soli 6 km al Castello di Windsor), per George la scelta è ricaduta sulla tradizione inaugurata dal padre William e dallo zio Harry. L’Eton College non è un semplice istituto scolastico, ma un pezzo di storia britannica. Fondato 586 anni fa da Enrico VI — la cui statua troneggia nel curatissimo cortile medievale — il campus si estende per 650 ettari lungo le rive del Tamigi, contendendo a Oxford e Cambridge il primato architettonico del Paese. Le sue aule gotiche hanno formato ben 20 Primi Ministri britannici e personalità di spicco della cultura, da Ian Fleming a Tom Hiddleston.

Il primo giorno di William e il “trauma” dell’uniforme

L’ingresso di George rievoca inevitabilmente il clamore mediatico che accompagnò l’arrivo del principe William nel 1995. All’epoca, un imponente schieramento di fotografi e troupe televisive assediò le transenne per immortalare il giovane principe, scortato da una squadra di 19 agenti di sicurezza e accompagnato dai genitori, il principe Carlo e la principessa Diana, già separati. William si presentò davanti agli edifici ricoperti d’edera con un sobrio paio di pantaloni grigi e una giacca in tweed. Una volta varcata la soglia, però, la quotidianità imponeva un abbigliamento decisamente più austero, che tre anni dopo avrebbe accolto anche l’ingresso del principe Harry. La storica uniforme di Eton non ammette deroghe: frac e gilet neri, pantaloni gessati, colletto ad ali e papillon bianco. Una formalità estrema che riuscì a disorientare persino un membro della famiglia reale abituato all’etichetta. Nella sua autobiografia Spare, Harry ha ricordato quel senso di smarrimento: “Al mattino non sapevo nemmeno come vestirmi”.

La rigida routine: dalla cappella al campo di rugby

La vita a Eton segue una struttura ferrea. La sveglia suona presto per la colazione inglese completa alle 7:30, seguita dalla funzione religiosa nella cappella dell’istituto. La didattica occupa le giornate di lunedì, mercoledì e venerdì (dalle nove del mattino alle cinque del pomeriggio), mentre i martedì e i giovedì prevedono mezze giornate per lasciare spazio alle attività sportive pomeridiane. Se Harry trovò la sua dimensione come centrocampista nella squadra di calcio, William si dedicò alla pallanuoto e al rugby. Un’esperienza sportiva non sempre facile per l’erede al trono, costantemente preso di mira dagli avversari. A raccontarne i retroscena è stato l’attore premio Oscar Eddie Redmayne, suo compagno di squadra dell’epoca: “Mi è sempre dispiaciuto un po’ per lui, perché praticamente in tutte le scuole contro cui giocassimo, l’unica cosa che volevano fare era placcare il principe William per poter dire: ‘Ho placcato il principe William'”.

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