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“Sono stato un bambino prodigio al cinema, ho vissuto un rapporto complicato con i soldi. C’erano la pressione dei miei genitori manager e l’ansia per lo studio”: così Jason Bateman

L'attore racconta il lato nascosto della sua infanzia da star: soldi, pressione e ansia da bambino prodigio

di Redazione FqMagazine
“Sono stato un bambino prodigio al cinema, ho vissuto un rapporto complicato con i soldi. C’erano la pressione dei miei genitori manager e l’ansia per lo studio”: così Jason Bateman

Jason Bateman è stato un bambino prodigio nel mondo del cinema e della televisione (a 11 anni è stato James Cooper Ingalls ne “La casa nella prateria”), oggi è attore, regista e produttore. Il 13 giugno, durante la registrazione dal vivo del podcast “Good One” di Vulture al Tribeca Festival, l’attore cinquantasettenne ha parlato delle difficoltà economiche legate alla crescita nel mondo dello spettacolo.

L’attore ha definito il tema del denaro “un argomento interessante”, spiegando di aver avuto un “rapporto complicato con i soldi durante la sua infanzia”. Intervistato dal conduttore del podcast Jesse David Fox, Bateman ha rivelato come il denaro avesse per lui un valore profondamente diverso rispetto alla maggior parte dei suoi colleghi attori bambini. I guadagni che produceva, infatti, rappresentavano un contributo fondamentale al bilancio familiare, caricandolo di un senso di responsabilità economica del tutto inusuale per un bambino della sua età.

Bateman ha osservato che “entrambi i miei genitori erano i miei manager e quindi. Quello che guadagnavo era molto importante per il nostro bilancio mensile, quindi c’era molta pressione per, sai, non farmi licenziare”. L’attore ha poi spiegato come le esigenze di conciliare la carriera con gli impegni scolastici aggiungessero un ulteriore livello di stress.

Nella vita dell’attore era costante la preoccupazione per i permessi di lavoro e la sicurezza del posto di lavoro, dicendo: “Se non mantieni una media di voti sufficiente a scuola, non ottieni il permesso di lavoro e vieni licenziato“, aggiungendo che questo ciclo si ripeteva ogni sei mesi, mentre le stagioni televisive si protraevano per gran parte dell’anno. Nonostante questa pressione, Bateman ha affermato che l’esperienza gli ha lasciato un inaspettato senso di fiducia. Sebbene le circostanze potessero essere “difficili” e “fonte di ansia” a volte, ha sviluppato fin da subito la convinzione di poter “guadagnare” e “sostituire” la somma persa, se necessario.

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