“Risultato di anni di allenamento”. Influencer Safa Brian sfreccia a oltre 80 km/h in bici sul Passo Sella, scoppia la polemica: “Non è un’impresa sportiva, solo una cosa pericolosissima”
Il profilo aguzzo delle Dolomiti sullo sfondo e una striscia d’asfalto che si snoda tra i tornanti del Passo Sella, aperta al normale traffico automobilistico. All’improvviso, un ciclista si lancia in picchiata a tutta velocità, ripreso dall’occhio millimetrico di un drone: taglia le curve, invade la corsia opposta e sfiora a fil di ruota auto e furgoni che salgono in direzione contraria, toccando punte superiori agli 80 chilometri orari. È la sequenza centrale del nuovo video, diventato immediatamente virale in rete, pubblicato da Safa Brian. Il ciclista, filmmaker e content creator sudafricano — il cui vero nome è Brian Wagner — è celebre a livello globale per essere uno dei discesisti non professionisti su strada più veloci e audaci al mondo, capace di raccogliere centinaia di milioni di visualizzazioni sul suo canale YouTube. “Il mio passo preferito nelle Dolomiti”, ha scritto su Instagram per commentare l’azione. “Questo è l’unico passo che ho fatto a tutta velocità perché le condizioni mi sembravano giuste”. Come riportato dal Corriere della Sera, la performance ha immediatamente sollevato polemiche, innescando un dibattito tra chi esalta il gesto tecnico e chi ne condanna la totale imprudenza su una strada pubblica.
Il dibattito sui social e la difesa dell’influencer
Sulle piattaforme digitali si è scatenata una polarizzazione netta. Se da un lato una parte di follower lo acclama definendolo “un campione”, “un missile”, “un pazzo genio” o paragonando la discesa alla grafica di un videogame, dall’altro l’influencer è stato subissato di rimproveri e insulti. Tra i commenti si leggono accuse come “criminale” e appelli perentori: “Per favore, smettila di farlo sulle Dolomiti. È pericoloso per te e un dolore per noi“, oppure “Una strada aperta al traffico non è una pista da corsa… Tutti noi ci divertiamo a correre veloce, ma dobbiamo seguire le regole”.
Di fronte alle critiche, Wagner ha rivendicato con fermezza la scientificità e la preparazione che stanno dietro ai suoi video, respingendo le accuse di incoscienza. “Un solo tentativo per una corsa a tutta velocità, dove ho dovuto superare auto e furgoni, con un limite di metà strada disponibile per molte delle curve, e comunque ho completato con il secondo tempo più veloce”, ha sottolineato Safa Brian nel suo post.
L’influencer ha poi precisato la portata della sua prestazione: “L’unico risultato che è vicino alla top 10 senza farlo in una gara con strade chiuse al traffico. Quasi mai parlo dei tempi perché è un po’ crudo. Dico tutto questo per sottolineare che ciò che ho fatto è un risultato di anni di allenamento ad alto livello. Alcuni di voi potrebbero pensare che io mi lanci semplicemente giù per le discese in modo incosciente, sperando che dietro ogni curva vada bene. In realtà, per riuscire a fare quello che vedete qui ci sono voluti tutti i miei 22 anni passati a pedalare”.
La condanna delle istituzioni: “Espone gli altri a rischi elevati”
Le giustificazioni tecniche del biker non sono bastate ad ammorbidire la posizione delle istituzioni locali. Sulla vicenda è intervenuto duramente il consigliere provinciale ladino Luca Guglielmi, che ha condannato senza appello il comportamento del ciclista, definendolo esplicitamente “pericoloso”. “Ritengo estremamente grave che comportamenti di questo tipo vengano non solo messi in atto, ma anche raccontati e diffusi pubblicamente come impresa sportiva o prestazione da celebrare con orgoglio”, ha dichiarato Guglielmi in una nota ufficiale. Il consigliere ha contestato direttamente la linea difensiva dell’atleta: “Nessuna esperienza personale, abilità tecnica o preparazione ‘di 22 anni passati a pedalare’ può giustificare condotte che espongono ad elevati rischi non solo chi le compie, ma anche gli altri utenti della strada”.
Secondo l’esponente politico, l’aspetto più critico risiede nella potenza comunicativa del mezzo social e nel messaggio distorto che ne deriva: “È particolarmente preoccupante il possibile effetto emulativo che contenuti di questo genere possono esercitare sui più giovani e sugli appassionati, inducendoli a sottovalutare i pericoli reali di tali comportamenti“. Guglielmi ha concluso richiamando tutti gli utenti alla responsabilità e alla convivenza civile sui passi montani: “Le nostre strade di montagna sono infrastrutture condivise da residenti, lavoratori, turisti, ciclisti e motociclisti e richiedono da parte di tutti il massimo rispetto delle regole e della sicurezza. La vera e sana passione per il ciclismo e per la montagna si ispira alla determinazione, al sacrificio, al rispetto dei propri limiti e di quelli degli altri, alla consapevolezza dei rischi e alla responsabilità nei confronti della sicurezza propria e altrui”.