“Vogliamo mettere più soldi nelle tasche dei cittadini”: Andy Burnham elimina l’Iva sulle bollette elettriche
Ha promesso di restituire “stabilità” al Regno Unito, assicurando di avere “un piano” di lungo periodo, per migliorare il Paese nei prossimi “10 anni”, rendendo “più sostenibili” le condizioni di chi sta peggio. E il nuovo Primo Ministro britannico, Andy Burnham, ha già annunciato la prima misura del suo governo: l’esecutivo di Downing Street ha infatti deciso di abolire l’Iva sulle bollette elettriche domestiche a partire da ottobre, per alleviare il costo della vita di milioni di britannici. “Stiamo intervenendo immediatamente per ridurre le tasse sulle bollette energetiche, mettere più soldi nelle tasche delle persone e ridare speranza”, ha dichiarato in un comunicato stampa il giorno dopo il suo insediamento a Downing Street. La misura comporterà un risparmio di circa 45 sterline (61 dollari) all’anno sulla bolletta media di una famiglia, ha affermato il governo laburista. L’entrata in vigore della misura coinciderà con un previsto aumento del tetto massimo di prezzo imposto dall’autorità di regolamentazione energetica britannica (Ofgem) per l’elettricità e il gas. Il governo ha dichiarato che la sua politica sarebbe stata finanziata annullando il piano del precedente primo ministro Keir Starmer per un sistema di identità digitale che sarebbe costato ai contribuenti 1,8 miliardi di sterline.
Intanto proseguono le nomine del nuovo esecutivo, con l’ex ministro della Sanità britannico Wes Streeting che diventa ministro della Difesa. Streeting, 43 anni, si era dimesso dal governo uscente di Keir Starmer a maggio per protestare contro l’allora primo ministro. Aveva valutato la possibilità di candidarsi alla leadership del Partito Laburista prima di dare il suo sostegno ad Andy Burnham, che è succeduto a Starmer a Downing Street. La nomina di Streeting, proveniente dalla corrente della destra interna post-blairiana, ricompensato per essersi alla fine riallineato dietro il più progressista Burnham, completa le nomine per i quattro dicasteri tradizionalmente più prestigiosi (Tesoro, Esteri, Interno e Difesa): uno solo dei quali resta in mano a una donna, Shabana Mahmood agli Interni, nonostante la numerosa presenza femminile nella nuova squadra di governo.
Tra le ultime indicazioni della tarda serata, in una compagine nella quale mancano ormai solo le designazioni per alcuni ruoli ‘junior’, anche quelle di Alex Norris alla Giustizia, di Angela Eagle all’Ambiente e dell’emergente Miatta Fahnbulleh, esponente della soft left progressista del Labour e figlia di un ex ministro degli Esteri liberiano, all’Energia e al Net Zero. Da segnalare pure la promozione di Ellie Reeves, sorella dell’ex cancelliera dello Scacchiere silurata, Rachel, ad attorney general, quella di Hamish Falconer a responsabile delle relazioni con l’Ue e quella di Stephen Kinnock, figlio dello storico ex leader laburista Neil, a ministro per il Galles.