Televisione

“Gli opininisti sono il cancro della tv. Simona Ventura? Vederla in quelle baracconate mi intristisce. Teo Teocoli dice che sono inaffidabile, mi fa sorridere”: Gene Gnocchi senza filtri

In un'intervista a Fanpage, Gene Gnocchi attacca l'opinionismo in tv, si dispiacere per Simona Ventura e risponde a Teocoli: "Mi fa sorridere"

di Francesco Canino
“Gli opininisti sono il cancro della tv. Simona Ventura? Vederla in quelle baracconate mi intristisce. Teo Teocoli dice che sono inaffidabile, mi fa sorridere”: Gene Gnocchi senza filtri

“L’opinionismo? È una malattia della tv”. È un Gene Gnocchi senza filtri quello intervistato da FanPage, dove confessa la sua idiosincrasia per la tv di oggi, tutta reality e opinionismo spinto. Lui che il piccolo schermo lo frequenta dagli anni ’80 e dunque ne conosce bene pregi, tic e potenzialità, oggi non lo riconosce più e non ha alcun problema a dire ciò che pensa. Anche di amici e colleghi storici come Simone Ventura e Teo Teocoli.

LA BORDATA DI GENE GNOCCI CONTRO GLI OPINIONISTI “CANCRO DELLA TV”

Per Gene Gnocchi, reduce dall’ultima stagione di Citofonare Rai2 con Paola Perego e Paola Barale, uno dei limiti della tv di oggi è la mancanza di coraggio: “La paura di rischiare non permette più di avere dei programmi diversi”. Il problema sono i reality, il “trionfo dell’uomo comune” e il “brulicare di opinionisti, che per me è un cancro della televisione. L’ultima proposta che ho fatto è allestire una scuola per opinionismo, perché se non sei un opinionista oggi non ti vuole nessuno”. In questo bailamme salva solo “Selvaggia Lucarelli opinionista di Ballando con le stelle, ha dimostrato che è un mestiere vero e proprio”. Degli altri opinionisti non risparmia nessuno, anzi, rincara la dose: “Ci sono poi quelli a tempo, come il virologo, quelli a tempo pieno sulla politica e gli ultimi, che fanno un po’ impressione, sulla cronaca nera. Se mi chiedessero un’opinione su Garlasco non riuscirei a darla entrando in un consesso dove è pieno di personaggi perché hanno un’opinione”. In definitiva, per Gnocchi, che gioca da sempre con i paradossi, “l’opinionismo è una malattia della tv. Invece dovrebbe farla chi conosce la tv e sviluppa delle idee, anche nuove”.

LA FRECCIATA A SIMONA VENTURA

Gnocchi se la prende con la deriva da “confessionale pubblico che, secondo me, è il vero male della tv”, inziata negli anni ’90, quando la televisione ha cominciato a raccontare “paturnie, peripezie e malesseri” dell’uomo della strada. A proposito di confessionali e di Grande Fratello, non risparmia una frecciata ad un’amica storica, Simona Ventura, che ha affiancato in programmi importanti come Quelli che il calcio e Sanremo. “Sono convinto che Simona sia un animale televisivo. Abbiamo lavorato insieme per anni e mi sono reso conto di quanto è brava. Ma il Grande Fratello era una scommessa persa in partenza, non era neanche Vip ma di persone normali”, spiega. “Lei si butta perché è generosa. Quando abbiamo preso l’eredità di Fazio a Quelli che il calcio non era semplice ma l’ha portato avanti alla grande e mi ha dato fiducia dicendomi di fare solo quello che mi sentivo di fare. Un attestato di grande stima. Vederla in quelle baracconate mi intristisce”.

COSA PENSA DI “TELEMELONI”

Il comico ha lavorato a lungo in Mediaset, ma per anni è stato tra i volti di punta della Rai dove, ammette, l’influenza della politica c’è sempre stata”. Secondo lui TeleMeloni esiste davvero? Per rispondere citara l’intervista del direttore del Tg1, Gian Marco Chiocci, nella quale ha affermato che sarà “sempre grato a Giorgia Meloni”. Per Gnocchi “un direttore dell’informazione che dice una cosa del genere ti fa sorgere qualche domanda, la cui risposta è naturale che porti a TeleMeloni. Ma io ho lavorato anche con direttori di rete che non erano di sinistra. Penso ad Antonio Marano, ma la televisione la conosceva e la sapeva fare. Adesso mi pare che ci siano dei dirigenti che conoscono meno la tv e avallano la creazione di programmi non disegnati bene e che era meglio non fare”.

LE PAROLE SU PUCCI E SULL’ (EX) AMICO TEO TEOCOLI

Non mancano poi due passaggi su due colleghi comici di grande successo. A cominciare da Andrea Pucci, che a febbraio ha deciso di rinunciare s Sanremo dopo le polemiche esplose sui social. Secondo Gnocchi avrebbe dovuto andarci: “Sappiamo benissimo, noi che facciamo questo mestiere, che dobbiamo mettere in preventivo le offese dai social. È una costante e non si può cambiare, ma non va usata neanche per dire che sei stato impossibilitato a partecipare o che ti hanno discriminato. Non è così, ha deciso di non andare. Magari aumenterà il pubblico a teatro, ma per me ha perso un’opportunità di andare al Festival di Sanremo anche per far vedere a tutti quanto è bravo”. Poi torna a parlare di Teo Teocoli, che in diverse interviste non gli ha risparmiato un po’ di frecciatine. Gnocchi però precisa di non aver mai avuto screzi con lui: “Probabilmente se l’è presa perché io ho rinunciato a Mai dire gol. Ma io di Teo non posso che parlare benissimo, perché è stato un compagno di lavoro meraviglioso e un genio della comicità con un talento smisurato. Poi che lui dica che io sono inaffidabile mi fa sorridere. E mi fa piacere, almeno si ricorda di quello che abbiamo fatto insieme. Sono stati anni stupendi. Ogni tanto mi capita di rivedere degli spezzoni delle nostre gag a Mai dire gol e mi fanno ancora morire dal ridere”.

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