La mucca Veronika non usa la spazzola perché è più intelligente ma perché è libera
di Ingrid Newkirk*
Quando una mucca di nome Veronika è diventata virale per aver tenuto degli oggetti in bocca per grattarsi, la narrazione era che tale comportamento fosse sorprendente, persino “sbalorditivo”. Ma Veronika stava semplicemente esprimendo un comportamento normale per una mucca intelligente: risolvere un problema e scegliere il comfort. Quando i ricercatori hanno fatto visita a Veronika, nella casa della sua famiglia in Austria, e le hanno dato una spazzola da giardino lei ha prontamente usato le setole per strigliare il suo manto e il manico liscio per grattare la sua pancia delicata, affascinando gli esseri umani di tutto il mondo. Dolce, certo, ma è importante capire perché questo sia rilevante: gli scienziati hanno concluso che il motivo per cui gli esseri umani non hanno documentato fino ad ora l’uso di strumenti da parte delle mucche non è perché non ne siano capaci, ma perché poche mucche hanno avuto l’opportunità di farlo.
A differenza di gran parte del genere animale, Veronika è libera di esplorare il mondo che la circonda e di risolvere problemi visto che, invece di essere confinata e sfruttata per quella che sarebbe una breve vita, Veronika è un membro prezioso della famiglia e vive in un ambiente confortevole e stimolante. Non mette in pratica le sue idee perché è eccezionale (anche se le mucche lo sono); lo fa perché è libera di farlo. Gli animali colgono saggiamente le opportunità, e Veronika è ben lungi dall’essere l’unico animale a smentire le supposizioni umane sull’intelligenza delle altre specie.
Una recente ricerca condotta nel Nord Italia dimostra che, a soli tre giorni di età, i pulcini sono in grado di riconoscere un compagno con cui hanno avuto un’esperienza positiva e preferiscono associarsi a lui, piuttosto che ad un altro con cui hanno avuto un trascorso negativo. Questo, insieme ai modi documentati in cui i polli stringono amicizie e creano una complessa gerarchia, ci ricorda che sono individui unici, con preferenze – che non possono esprimere quando sono stipati in fattorie e fienili senza spazio per sgranchirsi le ali.
Poi c’è Merlin, un maiale che ha conquistato il Guinness dei primati per avere il maggior numero di followers su Instagram. Come molti cani, Merlin usa dei pulsanti per comunicare in inglese, utilizzando molte più parole di quelle che gli umani hanno imparato a decifrare nella sua lingua – quella dei suini vietnamiti panciuti. I fan si meravigliano della vastità del linguaggio di Merlin: esprime gioia, rabbia, gratitudine e persino il desiderio di applausi. Mostra i suoi sentimenti anche in altri modi, da un’occhiataccia sprezzante allo sbattere delle porte. Il profilo social di Merlin permette a un vasto pubblico di rendersi conto di ciò che chi condivide la vita con i maiali già sa: i maiali sono emotivi, curiosi e intelligenti. Sono anche eroici: molti maiali hanno respinto gli intrusi e salvato i loro padroni da incendi domestici ed emergenze mediche
Anche il mare è pieno di grandiosi individui. A Venezia, Mimmo, il delfino che vive nella laguna, ha usato logica e strategia per imparare a schivare barche e umani. I polpi usano la loro impressionante capacità cerebrale per comunicare pensieri e sentimenti muovendo i tentacoli. I minuscoli pesci pulitori che vivono nella barriera corallina si lavano davanti a uno specchio, proprio come fanno gli umani, e si riconoscono nelle fotografie (non si sa ancora se desiderino dei ritocchi!).
Esempi di intelligenza e personalità degli animali sono ovunque attorno a noi. Un pappagallo di nome Bruce, a cui manca il becco superiore, usa dei sassolini per lisciarsi le penne. Le pecore pascolano alla ricerca di piante medicinali per curare i loro malanni. I topi del deserto australiano fanno rotolare una pietra davanti alla loro tana per raccogliere la rugiada. Le capre, ampiamente allevate in Italia, impiegano logica e hanno capacità di risoluzione dei problemi. Senza – e in gran parte nonostante – le infrastrutture o la tecnologia umane, i nostri compagni animali costruiscono le loro vite in ciò che resta della natura; tramandano la loro saggezza ai piccoli, costruiscono e decorano le loro case, realizzando cose che un tempo ritenevamo di esclusiva competenza umana – e molte altre che non potremmo mai sperare di eguagliare.
Ogni volta che agli animali viene dato lo spazio e la libertà di esprimersi, e ogni volta che ci prendiamo il tempo per vederli per quello che sono, giungiamo alla stessa inevitabile conclusione: noi umani condividiamo questo pianeta con individui davvero straordinari. Gli animali non sono qualcosa, ma qualcuno. Ora tocca a noi imparare un nuovo trucco: come trattarli con il rispetto che meritano.
*Ingrid Newkirk è la co-autrice di “Animalkind: Remarkable Discoveries About Animals and Revolutionary New Ways to Show Them Compassion” e la fondatrice di People for the Ethical Treatment of Animals (PETA).