La foresta di Sherwood perde il suo guardiano millenario. La celebre “Major Oak”, l’imponente quercia che la leggenda vuole sia stata usata come nascondiglio da Robin Hood durante le fughe dallo sceriffo di Nottingham, è morta. La conferma è arrivata dalla Royal Society for the Protection of Birds (RSPB), l’ente che gestisce l’area: nella primavera del 2026, lo storico albero non ha prodotto alcuna nuova foglia, segnando la fine di un ciclo vitale la cui durata era stimata tra gli 800 e i 1.200 anni. La pianta doveva il suo nome al maggiore dell’esercito britannico Hayman Rooke, che la documentò in un volume del 1790. Da allora, si è trasformata in una delle principali calamite per il turismo naturalistico in Gran Bretagna.
Le cause del decesso: clima, turisti e interventi sbagliati
Secondo i conservazionisti ascoltati dalla Bbc, la fine della “Major Oak” non è dovuta esclusivamente all’età avanzata, ma è il risultato di una combinazione di fattori antropici e ambientali:
- Cambiamenti climatici: le ondate di calore estreme e i prolungati periodi di siccità hanno progressivamente prosciugato le riserve della pianta.
- Overtourism: l’eccessivo calpestio da parte di milioni di visitatori ha gravemente compattato il suolo circostante, rendendo quasi impossibile per l’apparato radicale l’assorbimento di acqua e nutrienti.
- Strutture di supporto: i tiranti, i cavi e i pali installati nel tempo nel tentativo di sostenere i pesanti rami potrebbero aver, paradossalmente, accelerato il deterioramento del legno.
Simon Parfey, microbiologo del suolo nel team di monitoraggio, ha confermato che il terreno era compromesso molto più di quanto stimato inizialmente. Reg Harris della RSPB ha inquadrato il colpo di grazia nella serie di estati roventi, in particolare quella del 2022, quando in Inghilterra si registrarono picchi inediti di 40 gradi. Le parole di Ed Pyne, consulente del Woodland Trust, non lasciano spazio a dubbi: “La Major Oak avrebbe potuto vivere ancora per secoli senza le pressioni esercitate e gli eventi meteorologici estremi registrati negli ultimi anni”.
Il futuro del tronco e l’appello di Judi Dench
La morte biologica non comporterà la rimozione dell’albero. Il colossale tronco cavo resterà al suo posto come monumento naturale, trasformandosi in un prezioso rifugio per la biodiversità del bosco: il legno in decomposizione diventerà l’habitat di insetti, uccelli e altre specie legate al ciclo della necromassa. Il suo patrimonio genetico, inoltre, continuerà a esistere grazie alle numerose talee che negli anni sono state piantate in varie parti del mondo.
Sulla vicenda si è espressa anche l’attrice Judi Dench, ambasciatrice del Woodland Trust, che ha ricordato come questa quercia abbia ispirato per secoli “storie, poesie, dipinti e persone“. Dench ha raccontato di avere nel proprio giardino una giovane quercia proveniente proprio da Sherwood, piantata accanto a una talea dell’acero di Sycamore Gap (l’albero del Vallo di Adriano abbattuto per un atto vandalico e celebre per il film Robin Hood con Kevin Costner). L’attrice ha concluso il suo intervento chiedendo ai cittadini britannici di contattare i propri parlamentari di riferimento per esigere un rafforzamento immediato della tutela legale dei monumenti arborei nazionali.