“Quando sono andata a fare la biopsia, io mi sentivo ‘quella cosa’ dentro. Avevo paura proprio perché ero certa”. C’è un legame viscerale, quasi un sesto senso, tra Sabrina Salerno e il proprio corpo. Quel fisico che l’ha resa un simbolo internazionale della cultura pop e della liberazione femminile negli anni Ottanta è lo stesso che le ha lanciato il segnale d’allarme più importante della sua vita. In una lunga intervista rilasciata al “Corriere della Sera“, la cantante si è messa a nudo, ripercorrendo le tappe del tumore al seno scoperto nel 2024.
La diagnosi e il ruolo della famiglia
“Per un soffio ho evitato la chemioterapia, ho dovuto fare solo la radioterapia. Ma è stato uno choc”, ha confessato l’artista. La decisione di rendere pubblica la malattia non è stata una mossa mediatica, ma una scelta dettata dal profondo legame con i suoi fan: “In molti mi hanno chiesto perché io abbia scelto di diffondere la notizia. L’ho fatto proprio perché queste persone che mi seguono, che mi scrivono e che vengono ai miei concerti, mi trasmettono un’energia particolare, sento davvero dell’affetto”. Un periodo buio in cui il supporto degli affetti più stretti è stato cruciale. “Sia mio marito che mio figlio alleggeriscono i miei momenti difficili”, ha raccontato al quotidiano di via Solferino. “Specie dopo la diagnosi del cancro, sono stati loro a sorreggermi quando arrivavano le ondate di sconforto”.
Il corpo e la rivoluzione delle ultracinquantenni
Oggi Salerno sta bene, si sottopone a mammografie regolari e continua a coltivare quel “rapporto perfetto” con se stessa, fatto di ascolto e disciplina. Niente fumo, alcol quasi inesistente, otto ore di sonno, sollevamento pesi quotidiano e un’alimentazione attenta a base di proteine alternative. “Non trascuro nulla, mi fermo e cerco di chiedermi come sto. È il punto di partenza per lo stare bene”, ha spiegato, aggiungendo che il rispetto per se stessi passa anche dall’accettare il tempo che scorre, senza demonizzare chi sceglie la chirurgia estetica per vivere meglio.
Questa consapevolezza si riflette in una visione lucida della società contemporanea. Interpellata sulla tendenza delle giovani influencer a mostrarsi seminude sui social per rivendicare l’autodeterminazione, Salerno ha spostato il focus su quella che considera la vera conquista odierna: “Penso che il vero progresso culturale sia il fatto che il corpo esibito di una ultracinquantenne oggi non faccia più notizia. Guardi la bellissima Jennifer Lopez: canta e balla in abiti succinti e, finalmente, un corpo non più giovanissimo viene visto per quello che è, cioè in forma”. Un netto taglio col passato, quando su donne anche bellissime pesava un opprimente “sguardo moralistico”.
I quarant’anni di carriera e l’insidia dell’AI
Attualmente in tour in Spagna per celebrare i quarant’anni del suo singolo d’esordio “Sexy Girl” (prodotto da Claudio Cecchetto nel 1986), Salerno si sta misurando anche con le nuove frontiere della tecnologia. In Francia è appena uscito “Love in Rio”, un singolo realizzato in duetto con Lia One, una cantante generata dall’Intelligenza Artificiale.
“All’inizio, quando è arrivata la proposta, ho detto subito no, perché mi sembrava che un’artista virtuale potesse essere un deterrente a far lavorare persone in carne e ossa”, ha rivelato, spiegando di aver accettato solo dopo aver capito che dietro al progetto lavorano comunque professionisti reali. A preoccuparla, però, è l’inganno visivo generato dall’avatar iper-realistico: “Sa che in tanti sono convinti che si tratti di una donna vera? Questa è la cosa che mi spaventa di più. A me sembra palese che una perfezione simile non possa essere reale. Ma tanti adulti ci cascano e questo la dice lunga sulle aspettative che nutriamo nei confronti dell’aspetto fisico delle donne”.