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Decreto accise, la maggioranza sopprime quattro norme dopo interlocuzioni con il Quirinale: il testo dovrà tornare al Senato

Il provvedimento era diventato l'ennesimo "omnibus" sgradito al Colle. Presentati quattro emendamenti soppressivi che eliminano l'estensione alle telecomunicazioni del divieto di telemarketing aggressivo e misure relative alla mitigazione del prezzo di zolfo e acido solforico e alla tutela delle minoranze linguistiche
Decreto accise, la maggioranza sopprime quattro norme dopo interlocuzioni con il Quirinale: il testo dovrà tornare al Senato
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La maggioranza, che aveva reso il decreto Accise l’ennesimo “omnibus” sgradito al Colle, torna sui propri passi e presenta quattro emendamenti soppressivi al decreto accise, attualmente all’esame della Camera dopo il via libera del Senato. Tra le norme destinate a essere cancellate c’è anche l’estensione alle telecomunicazioni del divieto di telemarketing aggressivo, introdotta durante l’esame parlamentare del provvedimento. La decisione arriva dopo interlocuzioni con gli uffici legislativi del Quirinale. Le disposizioni inserite nel corso dell’iter parlamentare sarebbero infatti state considerate estranee rispetto all’oggetto del decreto legge, che riguarda le misure urgenti legate all’andamento dei prezzi petroliferi causa guerra in Iran.

Non è la prima volta che la maggioranza incontra ostacoli su questo fronte. Una norma analoga sul telemarketing era già stata inserita durante l’esame del precedente decreto Accise, salvo poi essere ritirata proprio per problemi di estraneità di materia.

Oltre alla disposizione sul teleselling, gli emendamenti soppressivi riguardano anche misure relative alla mitigazione del prezzo di zolfo e acido solforico e alla tutela delle minoranze linguistiche. Relatrice e governo hanno espresso parere favorevole alle modifiche.

Se approvate dall’Aula della Camera, le soppressioni comporteranno un nuovo passaggio del provvedimento al Senato per la terza lettura. L’episodio rappresenta l’ennesimo richiamo alla necessità di mantenere un nesso diretto tra il contenuto dei decreti-legge e le norme introdotte durante l’esame parlamentare, un tema sul quale il Quirinale e la Corte costituzionale hanno più volte richiamato il Parlamento negli ultimi anni.

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