Dl accise, non passano lo stop al pignoramento dei conti correnti e l’emendamento Lotito per riaprire la sanatoria fiscale per le partite Iva
Débâcle per la maggioranza in commissione Finanze del Senato: per problemi di copertura mercoledì sono stati ritirati sia l’emendamento Lotito che puntava a riaprire la sanatoria riservata alle partite Iva che aderiscono al nuovo biennio del concordato preventivo biennale con le Entrate sia quello della Lega che bloccava il pignoramento dei conti correnti per i contribuenti in regola con rottamazioni o rateizzazioni fiscali. Il giorno prima il partito di Matteo Salvini aveva dovuto dire addio anche alla riapertura della rottamazione quater per chi era decaduto e all’allargamento della quinquies anche ai debiti nati da accertamento, esclusi dalle norme inserite nell’ultima legge di Bilancio.
Solo la proposta a prima firma del senatore di Forza Italia e presidente della Lazio è stata ripescata trasformandola in un ordine del giorno: per le coperture “il governo si è impegnato a trovare una soluzione”, ha fatto sapere il presidente della Commissione, Massimo Garavaglia. Il fatto è che il nuovo regalo alle partite Iva a cui si applicano gli Indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa), il 53% delle quali stando a quelle “pagelle” è inaffidabile, costerebbe caro. L’emendamento ritirato prevedeva infatti per i soggetti Isa che aderiscono al concordato per il biennio 2026-2027 potessero adottare il regime di ravvedimento speciale versando l’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali, nonché dell’imposta regionale sulle attività produttive.
Il ravvedimento, val la pena di ricordare, è di fatto un condono forfettario: ha permesso a chi ha accettato la proposta di reddito dell’Agenzia delle Entrate per il biennio 2024-2025 di mettersi in regola per eventuali redditi evasi tra 2018 e 2023 pagando un’imposta sostitutiva dell’Irpef del 10, 12 o 15% – crescente al diminuire dell’indice di affidabilità fiscale – sul reddito già dichiarato incrementato di una quota fissa legata sempre al punteggio Isa: dal 5 (per chi ha Isa pari a 10) al 50% (in caso di Isa sotto il 3). Quei contribuenti dunque hanno sanato il nero pregresso sborsando una minuscola percentuale delle imposte evase, peraltro con la comoda opzione delle 24 rate mensili. Predita prevista per le casse pubbliche: quasi 1 miliardo. Riproponendo il regalo, il conto salirebbe.
In attesa di capire come si muoverà il governo, le uniche modifiche sostanziali incassate dalla maggioranza sono l’allungamento dei tempi per versare il dovuto in caso di adesione alla rottamazione quinquies e di quello per le definizioni agevolate decise dagli enti locali: i debitori avranno tempo per aderire fino al 15 dicembre (prima la scadenza era il 31 ottobre).