Un uomo, esasperato dal vicino che continuamente buttava la spazzatura nel suo bidone senza alcun consenso, ha deciso di passare alle vie di fatto, condividendo la sua esperienza sulla piattaforma Reddit. Non si tratta di un episodio isolato: anche in passato erano emersi casi analoghi, in cui alcuni residenti si erano ritrovati a fare i conti con vicini che, con noncuranza, occupavano i bidoni condominiali altrui senza richiedere alcun permesso, alimentando tensioni e malumori all’interno delle comunità di quartiere.
“Qualche tempo fa un vicino sconosciuto ha iniziato a buttare la sua spazzatura nel mio bidone – ha detto la presunta ‘vittima’, come riporta il Daily Star – All’inizio si trattava di qualche sacco in più qua e là, poi la situazione è degenerata al punto che si sono impossessati del bidone e lo hanno lasciato in fondo al vicolo. Ero stanco, incazzato dopo mesi di questa situazione.
“A quel punto il bidone era stato occupato nel giardino di qualcuno e io ero lì seduto con un neonato e un mucchio di pannolini di cui non riuscivo a liberarmi (no, non ho fatto quello che state pensando, ma ci ho pensato seriamente). Ho aspettato pazientemente, senza poter usare il mio bidone, fino al giorno della raccolta. La raccolta è verso le 9 del mattino. Alle 6 del mattino recupero il mio amato bidone che avevano lasciato fuori la sera prima”.
E ancora: “Ho rimosso tutti i loro sacchi e li ho svuotati sul marciapiede in fondo al vicolo, dove vengono portati i cassonetti per la raccolta, ho riempito il mio con la mia spazzatura e ho continuato la mia giornata. Tornando a casa nel pomeriggio, con mia grande sorpresa, ho scoperto che i sacchi dei responsabili erano stati tutti riconfezionati dal Comune in sacchi blu brillante con il logo del Comune e una dicitura tipo ‘prove dell’indagine sull’abbandono di rifiuti’. Immagino che il Comune abbia trovato una lettera o qualcosa del genere e che abbiano ricevuto una multa o almeno un avvertimento, perché il mio cassonetto non è stato più toccato, nemmeno una lattina di Coca-Cola”.
La vicenda ha rapidamente acceso il dibattito online, sollevando interrogativi sul rispetto delle proprietà altrui e sui limiti entro cui è lecito farsi giustizia da soli.