“Forse nessuno ti ha mai amata davvero”. Quando Remy Kassimir si è sentita dire queste parole da sua nonna, aveva ventisei anni e le aveva appena confessato di non aver mai raggiunto il piacere. La risposta della donna riassumeva un dogma antico: se non provi orgasmi, la colpa è del tuo partner che non ti ama abbastanza. Raccontando oggi la sua storia al Telegraph, la comica americana ricorda come la nonna continuò spiegandole che, pur non essendosi mai masturbata, aveva raggiunto quel traguardo grazie al marito, “un amante molto generoso”.
Un cortocircuito psicologico che l’ha spinta a credere di essere “difettosa”, soprattutto al confronto con la sorella, più giovane di tre anni e mezzo, che ci era già riuscita. Cresciuta nell’Upper East Side di New York in una famiglia liberale di medici e infermieri, Kassimir considerava la sessualità un argomento privo di tabù.
Eppure, l’immaginario collettivo le aveva trasmesso un’idea ben precisa: il sesso serve a far felice l’uomo. “Da adolescente sentivo le ragazze al campo estivo ridacchiare sul fatto di toccarsi, ma non capivo che ci dovesse essere un traguardo. Più tardi, quando sentivo le donne dire di provare orgasmi, pensavo che se lo stessero inventando”.
Di fronte ai primi confronti nella vita adulta, la reazione dei partner non aiutava. Vedendo le sue difficoltà, l’allora fidanzato si era limitato a commentare: “Beh, tutte le altre donne con cui sono stato hanno avuto orgasmi. Sei sicura?”.
Da lì è iniziata una sequenza di tentativi frustranti: libri tecnici, vibratori ingombranti vissuti con ansia e battute d’effetto che peggioravano la situazione. “Forse hai così tanti orgasmi che non te ne accorgi”, le disse lui. E lei, stanca di sentirsi inadeguata, finì per far finta di crederci. “Toglieva tutto il divertimento al sesso e mi faceva sentire vulnerabile e sbagliata”. Perfino la masturbazione si era trasformata in un esercizio sbagliato, concentrato esclusivamente sulla penetrazione invece che sulla conoscenza del proprio corpo.