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“Abbiamo aspettato troppo tempo, oggi non è più il momento dei rinvii”: Capri pronta a dichiarare l’Area Marina Protetta dopo il caso Lebron James

Dopo anni di rinvii, Capri è a un passo dalla svolta: il decreto istitutivo potrebbe cambiare la gestione del suo patrimonio marino

Testo di Redazione FqMagazine
“Abbiamo aspettato troppo tempo, oggi non è più il momento dei rinvii”: Capri pronta a dichiarare l’Area Marina Protetta dopo il caso Lebron James

Da decenni se ne parla, tra rinvii, polemiche e resistenze. Ora, però, l’Area Marina Protetta di Capri sembra finalmente pronta a diventare realtà. Una svolta che arriva mentre l’isola si prepara a una nuova estate da protagonista del turismo internazionale e mentre il tema della tutela del mare è tornato al centro dell’attenzione dopo il caso LeBron James (durante una vacanza nel Golfo di Napoli, il campione americano di basket è stato ripreso mentre giocava a golf dal ponte del suo yacht davanti ai Faraglioni, colpendo alcune palline verso il mare).

Secondo quanto riportato da La Repubblica, l’attesa è legata all’approvazione definitiva del decreto istitutivo alla Camera dei Deputati, un passaggio che potrebbe chiudere una vicenda iniziata molti anni fa e completare il sistema di aree marine protette del Golfo di Napoli. A sottolineare l’importanza del momento è stato il presidente di Federalberghi Isola di Capri, Lorenzo Coppola: “Sì, oggi è una giornata storica per la tutela del nostro patrimonio naturale e per il futuro economico del territorio. Con la prevista definitiva approvazione del decreto istitutivo alla Camera dei Deputati, l’Area Marina Protetta dell’Isola di Capri diventa finalmente realtà. Si tratta dell’ultimo, fondamentale tassello che va a completare lo scacchiere delle tutele nel Golfo di Napoli. Con questo provvedimento, infatti, il golfo partenopeo diventa ufficialmente il primo in Italia a essere interamente coperto e salvaguardato da aree marine protette, un primato nazionale che restituisce centralità alla salute del nostro mare”.

L’idea di proteggere in modo strutturato le acque che circondano Capri non è nuova. Associazioni ambientaliste come Marevivo sostengono il progetto da decenni, ma il percorso si è spesso scontrato con dubbi e perplessità di una parte degli operatori del mare, preoccupati per i possibili effetti di nuove regole sulle attività economiche.

Per il presidente degli albergatori, però, il tempo delle attese è finito: “Abbiamo aspettato veramente troppo tempo, a discapito del nostro territorio e della salute dei nostri ecosistemi, e oggi non è più il momento dei rinvii. Si concretizza finalmente un’iniziativa che avrebbe dovuto essere realizzata già da anni. L’istituzione del parco marino non deve essere vista come un vincolo, bensì come una straordinaria opportunità di valorizzazione del mare e di tutte le attività a esso collegate”.

Tra turismo e conservazione, il richiamo alla tutela

L’episodio è stato citato anche da Sergio Costa, vicepresidente della Camera dei Deputati, che ha richiamato l’attenzione sulla mancanza di uno strumento di tutela specifico per l’isola. “Paradossale che uno dei tratti di costa più preziosi del Mediterraneo sia ancora privo di un’Area Marina Protetta, nonostante anni di richieste rimaste senza risposta”. Per Costa, casi come quello che ha coinvolto LeBron James evidenziano la necessità di intervenire: “Quando un luogo tanto delicato viene lasciato senza tutele e senza regole, finisce per essere trattato come un set turistico in cui tutto diventa lecito. Istituire l’Area Marina Protetta di Capri non è un vincolo contro chi ama quel mare, ma lo strumento che lo difende da un consumo senza limiti, e ogni episodio come questo ne dimostra l’urgenza. Proteggere un patrimonio naturale come quello di Capri, custodirlo per chi verrà dopo di noi, è un dovere da cui non è esentato nessuno”

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