Pasta, vino, panorami da cartolina e una vita finalmente più lenta. Era questo che Kacie Rose Burns immaginava quando nel 2021 ha lasciato New York per trasferirsi a Firenze insieme al fidanzato Dario. La realtà, però, è stata meno romantica del previsto. E proprio da questa esperienza è nato il suo libro, You Deserve Good Gelato. L’influencer ed ex ballerina professionista americana, oggi 32enne, ha raccontato al Daily Mail di aver vissuto “un forte shock culturale” nei primi mesi in Italia, arrivando a sentirsi “incredibilmente sola e isolata”. Non per grandi difficoltà, ma per una serie di differenze quotidiane che non aveva mai preso in considerazione.
“Le sorprese più grandi sono state proprio le cose che non penseresti mai di cercare su Google o di chiedere prima di partire”, ha spiegato. Tra gli episodi che ricorda meglio c’è il tentativo di comprare un biglietto d’auguri per il compleanno del compagno. Convinta di trovarlo in farmacia, come accade spesso negli Stati Uniti, ha scoperto che in Italia bisogna andare in cartoleria. “Il farmacista mi ha guardata come avessi tre teste. In seguito ho scoperto che i biglietti d’auguri si vendono solitamente in cartoleria. Era una cosa così piccola, ma ha catturato perfettamente la sensazione di rendersi conto che ciò che è normale in un Paese non lo è necessariamente in un altro”.
Non è andata meglio durante una delle sue prime spese al supermercato: “(…) ho riempito il carrello di frutta e verdura e sono andata alla cassa, solo per scoprire che avrei dovuto pesare la frutta e la verdura da sola e stampare le etichette dei prezzi in anticipo. Non avevo mai visto un sistema del genere e ho dovuto praticamente tornare indietro al reparto frutta e verdura facendo la passeggiata della vergogna“.
Burns aveva imparato ad apprezzare Firenze durante un viaggio nel 2018, quando aveva incontrato Dario. Dopo una lunga relazione a distanza e la parentesi della pandemia, che ha interrotto la sua carriera nel mondo della danza, ha deciso di trasferirsi definitivamente in Italia. L’impatto, però, è stato più duro del previsto. “Per quanto tu possa essere entusiasta, trasferirsi in un altro Paese significa ricominciare da zero in un luogo con una lingua, una cultura, tradizioni e regole sociali differenti”, ha spiegato.
Tra le differenze che più l’hanno colpita c’è il diverso approccio alla vita. “Arrivando dalla cultura frenetica e competitiva di New York, imparare a rallentare e ad apprezzare la vita è stato un cambiamento enorme”. E ancora: “Mentre la cultura americana spesso enfatizza il successo e i risultati individuali, la cultura italiana tende a dare maggiore importanza alla comunità, alla famiglia e al godersi la vita di tutti i giorni. Gli italiani hanno una straordinaria capacità di abbracciare la vita pienamente. C’è una forte consapevolezza che la vita non è qualcosa da ottimizzare costantemente, ma qualcosa da vivere”. Burns ha raccontato anche di aver sofferto per la barriera linguistica. Abituata a essere molto indipendente, inizialmente ha vissuto con difficoltà il fatto di dover contare su altre persone per attività quotidiane. Col tempo, però, ha imparato ad apprezzare il forte senso di comunità che caratterizza la cultura italiana.
Insomma, un’esperienza da cancellare per tornarsene a New York? Tutt’altro. “Naturalmente, c’è anche il cibo incredibile, i paesaggi meravigliosi e il vino… niente male (…). Sono felice, ma questo non significa che non ci siano state delle sfide, perché certamente ce ne sono state. Ma le sfide fanno parte della vita, non importa dove vivi. Per me, l’Italia è casa. Abbiamo costruito una vita qui, creato una comunità qui, ed è qui che mi sento più felice. Non rimpiango affatto il trasferimento”.