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“Preparo il pranzo a mio marito”: la ‘sitcom’ social che nessuno riesce a smettere di guardare

Migliaia di persone seguono ogni giorno i suoi video sapendo già come andranno a finire. Eppure continuano a tornare. Colpa dell'algoritmo o della serialità?

di Claudia Rossi
“Preparo il pranzo a mio marito”: la ‘sitcom’ social che nessuno riesce a smettere di guardare

Preparo il pranzo a mio marito“: sono queste le parole che Claudia Landi pronuncia ogni volta che si appresta a prendere un contenitore di plastica decorato con fiori rosa e bianchi e a ‘schiaffarci’ dentro il pasto per il coniuge. Landi continua con un “e gli metto…” e inizia a elencare gli ingredienti che finiscono nel recipiente: pomodori, a volte conditi a volte sciapi, insalata, tonno in scatoletta rovesciato con tutto l’olio, petto di pollo impanato non importa come, salsicce, panini, pasta congelata in diverse porzioni.

All’inizio, probabilmente, erano video messi online senza pretese. Oggi è difficile pensare che Landi non sappia perfettamente cosa accade ogni volta che prende in mano quel contenitore. Ma ha davvero importanza che ormai il tutto sia diventato una gag consapevole? Non molta. Verità e verosimiglianza, quando si tratta di intrattenimento, interessano relativamente a chi guarda. Chi non conosce Claudia Landi potrebbe chiedersi ci sia tanta gente appassionata ai suoi video. La risposta non è semplicissima e forse manco lo sappiamo. Del resto, internet è pieno di piccoli fenomeni che a prima vista sembrano inspiegabili e che proprio per questo meritano un’occhiata più da vicino. Un dato è evidente: migliaia di persone seguono “Preparo il pranzo a mio marito” come seguirebbero una serie tv. E forse la televisione c’entra. Negli ultimi anni abbiamo imparato a consumare storie a puntate ovunque: sulle piattaforme streaming, su YouTube, sui social. Persino le serie che una volta uscivano tutte insieme ora vengono spezzettate settimana dopo settimana, nella speranza che l’abbonato continui a pagare. C’è del livore, avete ragione.

Torniamo a noi: è un po’ quello che accade con Claudia Landi. È la serialità che impazza, in forma breve. Nessuno segue quei video per scoprire se quel giorno il tonno finirà sopra l’insalata “a schiaffo” o con insolita delicatezza. Li segue perché conosce già il copione. Anzi, perché lo conosce talmente bene da poterne anticipare ogni passaggio. Il contenitore con i fiori. L’elenco degli ingredienti. L’assemblaggio approssimativo. I commenti indignati. Le prese in giro. Le risate. Ogni episodio conferma una promessa fatta al pubblico, e allo stomaco del marito.

A funzionare è certamente l’autoironia di Landi. Ha capito che il suo modo di fare rappresenta una miccia perfetta per accendere l’umorismo dei commentatori e si diverte insieme a loro. Ma c’è anche un altro elemento. Sui social siamo abituati a vedere piatti perfetti. Il cibo di “Preparo il pranzo a mio marito” è l’esatto contrario. Non sembra uscito da un ristorante e spesso nemmeno da una cucina particolarmente motivata. Come nelle sitcom migliori, poi, uno dei personaggi più importanti è quello che non si vede quasi mai. Il marito. Destinatario di quei pasti improbabili, presenza fantasma di cui ogni tanto si percepisce una voce, una parola, un segno. È vivo.

E poi i commenti, il vero motore del successo del format, come spesso accade. “La stessa quantità d’olio del tagliando ai 30.000 chilometri Volkswagen”. “Tuo marito è un Pastore Tedesco?”. “Da quanti anni odi tuo marito?”. “Più che preparargli il pranzo gli sta facendo un test di resistenza cardiovascolare”. Oppure: “Un giorno dodici chicchi di mais e una scatoletta di tonno, il giorno dopo sedici salsicce, pomodori e una spolverata di alluminio. Così, con nonchalance”. Naturalmente c’è anche chi fa notare che, al netto delle battute, preparare ogni giorno il pranzo a qualcuno resta un gesto di cura. Ed è probabilmente vero. Anche se alcune preparazioni sembrano suggerire una definizione piuttosto creativa del concetto di cura. Forse è proprio qui il segreto del successo di Claudia Landi. Non nel tonno, nelle salsicce o nell’olio versato con generosità industriale. Ma nel fatto che, in social popolati da persone impegnatissime a sembrare straordinarie, lei continui ostinatamente a sembrare sé stessa. E alla fine, puntata dopo puntata, è diventata un personaggio. Dopo giorni di visioni compulsive una sola domanda resta. Non cosa mangerà il marito domani. Ma come stia il marito oggi.

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