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“Ci sono i pazzi che hanno portato illegalmente in Italia un cane con la rabbia e gli altri pazzi che invitano a non vaccinare gli animali”: la rabbia di Burioni

Come riporta il Corriere della Sera, il virologo ha affidato il suo sfogo ai social dopo che, accanto alle notizie sull'animale arrivato in Veneto e poi morto, sono comparsi online numerosi messaggi contrari alla vaccinazione di cani e gatti

di Redazione FqMagazine
“Ci sono i pazzi che hanno portato illegalmente in Italia un cane con la rabbia e gli altri pazzi che invitano a non vaccinare gli animali”: la rabbia di Burioni

“Ci sono quelli che hanno portato illegalmente in Italia un cane con la rabbia e quelli che invitano a non vaccinare gli animali: sono due categorie di pazzi”. Roberto Burioni interviene così sul caso del cucciolo proveniente dal Marocco e risultato positivo alla rabbia, una vicenda che negli ultimi giorni ha riacceso il dibattito sui vaccini anche nel mondo degli animali domestici. Come riporta il Corriere della Sera, il virologo ha affidato il suo sfogo ai social dopo che, accanto alle notizie sull’animale arrivato in Veneto e poi morto, sono comparsi online numerosi messaggi contrari alla vaccinazione antirabbica di cani e gatti.

“La situazione, già molto pericolosa a causa di questi pazzi che hanno riportato illegalmente in Italia un cane e con esso la rabbia che da molti anni nel nostro Paese non c’è più, viene aggravata da una seconda categoria di pazzi che non vogliono vaccinare i loro animali domestici“, ha scritto Burioni. Il riferimento è ai gruppi che in queste ore stanno contestando le campagne vaccinali rivolte agli animali, sostenendo che sarebbero inutili o addirittura dannose. Una posizione respinta dal mondo scientifico e anche dall’Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi), che ha definito la vaccinazione antirabbica “l’azione più efficace e sicura per proteggere cani, gatti e persone”.

I veterinari hanno inoltre ricordato che l’Italia è tornata ufficialmente indenne dalla rabbia oltre dieci anni fa grazie a una lunga attività di prevenzione e controllo sanitario. Per questo invitano a prestare particolare attenzione all’importazione di animali provenienti da Paesi dove la malattia è ancora diffusa e a rispettare tutte le procedure previste. “L’indennità sanitaria è una dura conquista“, sottolinea l’associazione, che raccomanda di informarsi sempre sullo stato sanitario dei Paesi da cui provengono gli animali e di non sottovalutare una malattia che, una volta manifestatasi, è quasi sempre mortale.

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