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Mara Venier: “Mi lavavo con l’Ajax, quello delle pentole. Ero olivastra, mi dicevano che ero figlia di un ‘marochin’. A Patty Pravo cucino le pizzelle napoletane”

La conduttrice ospite al podcast di Luca Zaia "Il fienile" si racconta

di Redazione FqMagazine
Mara Venier: “Mi lavavo con l’Ajax, quello delle pentole. Ero olivastra, mi dicevano che ero figlia di un ‘marochin’. A Patty Pravo cucino le pizzelle napoletane”

Mara Venier è stata ospite dal podcast di Luca Zaia “Il fienile” per raccontarsi senza filtri tra pubblico e privato. “Chi nasce a Venezia ci tiene molto a dire, sono nata a Venezia, poi sono cresciuta a Mestre. – ha ricordato – Avevo cinque anni più o meno quando siamo andati via da Venezia, perché papà è stato assunto in ferrovia. Ci hanno dato la casa dei ferrovieri, nel quartiere del Piave già eravamo in via Sernaglia. La prima volta era una casetta piano terra con le scalette, un giardinetto e siamo andati via da Venezia anche perché l’affitto era già allora abbastanza importante e i miei non ce la facevano. Mamma era sarta e papà prima faceva il fruttivendolo”.

Da giovane la conduttrice aveva la pelle molto scura e ha confessato di lavarsi con l’Ajax “quello delle pentole, ero olivastra, mi dicevano che non ero figlia di Tolo ma di un ‘marochin'”. Poi il capitolo legato alla malattia della madre, affetta da una forma terminale di Alzheimer, e il ‘blocco’ dopo la sua morte, di tornare nei luoghi di infanzia. Ma sembra una fase lontana, a Mestre è tornata: “Rivedo via Piave, piazza Ferretto. Ed è come se improvvisamente facessi pace con il mio passato”.

Cosa unisce Mara Venier e Edwige Fenech? Una cartomante. “Lei si era lasciata con Montezemolo. C’era preso il trip delle cartomanti. lo avevo un amore americano, con cui però non si quagliava. Tutte le sere andavamo dalla cartomante, settimo piano in via Veneto in una mansarda piena di gatti. La cartomante mi dice: vedo uno che ha a che fare con i viaggi e con il mare. E io mi ero convinta che avesse un’agenzia di viaggi”.

Ed ecco che arriva Nicola Carraro: “Era il 2000, pensavo che questo incontro avrebbe cambiato la mia vita. Vedo questo signore che entra con la giacca blu. Penso: è un cumenda milanese, non c’entra niente con me. Poi mi dice: ‘lo la conosco bene, lei fa una buonissima pasta e fagioli'”. I due si fidanzano e si sposano.

La tv rimane un grande amore: “È incredibile. Sono sempre insicura ma si accende la luce rossa e dimentico tutto. Il lavoro è sempre stata la mia medicina“. Infine una curiosità: “A Patty Pravo ancora cucino le pizzelle napoletane”.

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