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La polemica sul “no” +1 al matrimonio di Taylor Swift, ci conferma un vecchio pregiudizio sulle donne single

All’invitata che si chiede: “Cosa dovrei fare, andare da sola?” speriamo che qualcuno risponda: “Sì”.

di Beatrice Manca
Riscoprire il valore della libertà - 4/4

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Non sarebbe forse ora di smettere con questa faida tra single e accoppiati e imparare tutti a goderci le cose da soli? A non aver bisogno di stampelle? A considerare “una festa dove non conosco nessuno” come una preziosa opportunità per conoscere qualcuno, uscire dalla comfort zone e mettere in pratica l’arte di parlare con gli sconosciuti? Non solo – o non tanto – per puntare un potenziale partner, ma per fare amicizia, unirsi a un gruppo. Per dirla con un temendo anglicismo: fare networking.

La presunta discriminazione delle amiche single da parte di Taylor Swift, che sull’essere sola ha costruito una discografia intera, potrebbe essere una buona occasione per smettere di discriminarci da sole. E iniziare a cambiare la narrativa delle relazioni. All’invitata che si chiedeva: “Cosa dovrei fare, andare da sola?” speriamo che qualcuno risponda: “Sì” con entusiasmo. Qual è il peggio che può succedere? Annoiarsi? Alle nozze dell’anno? Che poi, detto fra noi, non c’è peggior solitudine che essere in due e tenersi il muso tutta la sera.

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