Moda e Stile

“Nella moda affermarsi significa fatturare, il sistema è saturo. Non è facile oggi togliersi l’etichetta di ‘emergente'”: Act N°1 e Institution vincono il Grant e raccontano le difficoltà dei brand indipendenti

Selezionati da un comitato internazionale tra circa 80 candidature, Institution, Act N°1 e Materia si sono aggiudicati un grant di 70.000 euro ciascuno Ma dietro il premio emerge una domanda più ampia: quanto è difficile oggi trasformare una visione creativa in un brand indipendente solido?

di Ilaria Mauri
“Nella moda affermarsi significa fatturare, il sistema è saturo. Non è facile oggi togliersi l’etichetta di ‘emergente'”: Act N°1 e Institution vincono il Grant e raccontano le difficoltà dei brand indipendenti

Supportare i giovani creativi significa fornire loro gli strumenti per trasformare una visione estetica in un’azienda sostenibile. È questo il fulcro della sesta edizione dei Cnmi Fashion Trust Grant, l’iniziativa dedicata ai brand indipendenti del Made in Italy che giovedì 28 maggio ha svelato i suoi tre beneficiari durante una cena di gala alla Fabbrica del Vapore di Milano. Selezionati da un comitato internazionale tra circa 80 candidature, Institution, Act N°1 e Materia si sono aggiudicati un grant di 70.000 euro ciascuno, oltre a un percorso di business mentoring e tutoring mirato. A chiarire l’obiettivo del progetto — realizzato con il supporto del Ministero degli Affari Esteri, di Agenzia Ice, Style Capital Sgr e Rosewood Rome — è il presidente di Cnmi, Carlo Capasa: “Supportare i giovani designer oggi significa dare spazio al futuro della moda italiana. Attraverso Cnmi Fashion Trust vogliamo continuare ad accompagnare creativi di talento nel percorso di crescita dei loro brand, aiutandoli a trasformare visione, ricerca e qualità in progetti concreti e sostenibili nel tempo”.

Act N°1 e Institution: due percorsi, una radice comune

La vittoria di Act N°1 e Institution rappresenta un caso singolare nel panorama della moda italiana. I due marchi portano la firma di Luca Lin e Galib Gassanoff, creativi che nel 2016 avevano co-fondato proprio Act N°1 (già premiato dal Trust nel 2022). Le loro strade si sono separate nel 2023, quando Gassanoff ha lasciato la direzione artistica congiunta per fondare Institution, progetto che attinge all’eredità tessile azera ed è entrato subito tra i finalisti del Premio LVMH 2026.

Oggi si ritrovano entrambi vincitori, ma con progetti aziendali separati. “Per me è una doppia soddisfazione e una doppia vittoria“, commenta Gassanoff guardando alla traiettoria condivisa. “Vedere Luca continuare a consolidare Act N°1 è la conferma di un percorso ben strutturato”. Una stima ampiamente ricambiata da Lin: “Abbiamo molta stima reciproca del lavoro che stiamo facendo, quindi il fatto che entrambi abbiamo vinto il Grant mi rende ancora più felice. È bello vedere come da un percorso iniziato insieme siano nate due realtà diverse, ciascuna con una propria identità e visione”.

Inclusione, multiculturalismo e i nuovi investimenti

Il lavoro sull’identità e sull’inclusione resta il minimo comune denominatore delle loro estetiche. “È sempre stato una parte naturale ed essenziale del nostro modo di essere quotidiano”, sottolinea il fondatore di Institution. “Ancora oggi, portare avanti lo stesso messaggio di multiculturalismo e inclusione credo sia più che mai necessario e rilevante”. Per Lin, l’evoluzione di questi valori è andata di pari passo con la crescita anagrafica: “Eravamo in un’altra fase della nostra vita e anche della nostra età. Sicuramente i valori sono rimasti, anzi, nel tempo se ne sono aggiunti altri. All’inizio il lavoro era molto legato al racconto delle nostre origini; oggi il discorso è diventato più personale e individuale, quasi più al singolare, ma allo stesso più legato ad un discorso di comunità, resta centrale l’idea di identità come qualcosa di autentico e in continua evoluzione”.

I fondi del grant andranno a coprire necessità strutturali diverse per i due brand. “Institution è un nuovo capitolo molto personale che sto portando avanti”, spiega Gassanoff. “Ovviamente, ricominciare significa costruire fondamenta solide. Il grant sarà un investimento essenziale per la strutturazione aziendale”. Per Act N°1 l’imperativo è potenziare il capitale umano allontanandosi dall’iper-produzione: “Il brand ha attraversato una fase di cambiamento negli ultimi due anni, sia per quanto riguarda il modello di business sia a livello di priorità. Al momento non punto a una crescita veloce o a costruire un brand presente in 200 negozi; l’obiettivo è piuttosto creare un progetto sostenibile, che non guardi alla quantità ma dia priorità all’unicità. L’investimento più importante che voglio fare sarà sicuramente a livello di struttura aziendale: al momento siamo solo in due a gestire tutto e l’obiettivo è ampliare il team, così da poter lavorare meglio anche sui progetti legati alla preservazione della manodopera e delle competenze delle piccole comunità artigianali“.

Lo stigma dell'”emergente” in un mercato saturo

A dieci anni dal loro debutto congiunto, e nonostante i riconoscimenti e l’attenzione di star globali, Lin e Gassanoff vengono spesso ancora definiti “emergenti“. Un paradosso linguistico che nasconde ostacoli di sistema reali. “Secondo me bisognerebbe distinguere tra designer emergenti e brand emergenti: sono due cose completamente diverse”, analizza lucidamente Gassanoff. “Sappiamo che, nell’industria della moda, affermarsi significa fatturare, ma credo che si debba poter valorizzare anche il percorso di un creativo per il suo valore e la sua evoluzione”.

Luca Lin allarga l’analisi alle distorsioni dell’industria contemporanea: “Oggi il sistema è molto diverso rispetto a quello di vent’anni fa. Ci sono sempre tante difficoltà e imprevisti, e viviamo in un contesto di sovrapproduzione incredibile: tessuti, vestiti, accessori, tutto viene prodotto in quantità enormi, e questo rende il sistema saturo“. Superare lo stallo richiede risorse che vanno oltre il semplice talento: “Togliersi l’etichetta di ‘emergente’ oggi non è solo una questione di tempo, ma anche di dimensione aziendale. In un sistema come quello attuale, il sostegno del Fashion Trust è davvero decisivo, soprattutto se continuativo. Al di là dell’aspetto economico, ricevere supporto anche su questioni burocratiche, strategiche e manageriali è fondamentale per poter costruire un brand indipendente in modo solido e duraturo”.

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