“Ho sofferto di depressione e isolamento. Ho passato giorni sul divano, mentre mia moglie andava a lavoro”. È un racconto privo di filtri quello che Gabriele Cirilli ha consegnato a Caterina Balivo durante la puntata de “La Volta Buona” di venerdì 29 maggio. L’attore ha ripercorso le fasi più critiche dell’inizio della sua carriera, quando le difficoltà si sono trasformate in un blocco psicologico profondo, superato attraverso la fede, il lavoro e il supporto incondizionato della sua famiglia.
La depressione e il superamento del tabù
Rispondendo a Caterina Balivo sul tema della salute mentale, ancora oggi spesso percepito come uno stigma, Cirilli ha sottolineato l’importanza di parlarne apertamente: “Non dovrebbe esserlo, perché io credo che tutti oggi abbiamo una depressione latente, poi c’è chi con più sensibilità la esterna e chi meno. Si può combattere tranquillamente, io l’ho fatto attraverso la fede, mia moglie è stata fondamentale”. La motivazione decisiva per non cedere alla malattia è arrivata con la paternità: “Quando è arrivato mio figlio, mi sono detto non posso più permettermi di stare male. Ho trovato una forza interiore che mi ha imposto di non ricaderci più”. L’attore ha descritto lucidamente lo stallo di quel periodo: “Io ho passato dei giorni sul divano, mia moglie andava al lavoro in farmacia, e io lì sul divano”. Prima di arrivare al successo, aveva svolto le mansioni più disparate per sostenersi economicamente: “A Roma facevo lo scaricatore. Lavoravo nei ristoranti. Ho avuto dei momenti di depressione, non mi vergogno a dirlo”.
Il provino e la spinta dell’agente
In una condizione che non gli permetteva di proporsi attivamente, una figura chiave è stata la sua agente dell’epoca, che lo ha forzato a uscire di casa per cogliere un’opportunità lavorativa. “Devo dire, sai chi ha risolto, non proprio la risoluzione, però che mi ha aiutato. Ricordo che la mia agente dell’epoca mi disse ‘devi andare per forza a fare questo provino’, mi ha spinto fuori casa”, ha spiegato il comico. Il casting era per la pubblicità televisiva “La Dea Bendata”, diretta da Alessandro D’Alatri, al fianco di Nancy Brilli. L’esito positivo di quell’incontro ha segnato la vera ripartenza: “Sono andato a fare il provino con Alessandro D’Alatri, per una pubblicità con Nancy Brilli, mi presero e da quel momento comincia piano piano, è stata una cosa bella”.
Le scelte e i sacrifici della moglie Maria
Al centro della rinascita umana e professionale di Cirilli c’è, appunto, la moglie Maria, una presenza decisiva in ogni snodo della sua vita. Il comico ha ricordato come la donna si facesse carico delle spese e ha rivelato una scelta lavorativa drastica compiuta dalla consorte pur di stargli accanto: “Inizialmente mi manteneva lei, è farmacista. Un giorno si è licenziata, ha detto al medico: ‘Vado a Milano con il mio Gabri, non so se torno’. Lo ha fatto davanti a me”. Una decisione netta, che all’epoca aveva generato forte preoccupazione in Cirilli: “Quando siamo tornati a casa le ho detto: ‘Che hai fatto?’. E lei: ‘Stai tranquillo’. Aveva ragione lei, guarda dove mi ha portato”. Nei momenti di massima vulnerabilità, ha concluso l’attore, la sua presenza è stata l’unica certezza: “Lei mi ha sempre spronato, non ha mai mollato”.