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“Alberto Genovese? Giorni senza dormire e senza mangiare, le feste erano senza limiti. Si viveva tra droghe, promiscuità sessuale e after interminabili. Il suo matrimonio con un’altra? Doloroso”: così Sarah Borruso

L'ex fidanzata di Genovese parla di feste senza limiti, del matrimonio di lui e del suo nuovo percorso dopo la condanna

di Francesco Canino
“Alberto Genovese? Giorni senza dormire e senza mangiare, le feste erano senza limiti. Si viveva tra droghe, promiscuità sessuale e after interminabili. Il suo matrimonio con un’altra? Doloroso”: così Sarah Borruso

Dopo aver scelto per anni il silenzio, Sarah Borruso, l’ex fidanzata di Alberto Genovese, ha deciso di uscire allo scoperto. E dopo l’intervista concessa a Silvia Toffanin nel salotto di Verissimo, ha pubblicato il libro Anatomia di un sentimento. Storia privata di un fatto pubblico, che per lei ha un significato preciso: “Non per dire soltanto ‘guardate cosa è successo’, ma per dare un significato a quell’esperienza”, spiega in una lunga intervista a Vanity Fair. Insomma, un modo per andare oltre la vicenda mediatica – quella di Terrazza Sentimento -, culminata con una condanna ad oltre sei anni per Genovese (per detenzione e cessione di stupefacenti e per i due episodi di violenza sessuale) e di un anno per la Borruso, accusata di avere collaborato a una tentata violenza sessuale, riconvertita poi a un anno di lavoro di pubblica utilità.

TERRAZZA SENTIMENTO, IL LIBRO VERITÀ DI SARAH BORRUSO

Cosa resta degli anni passati al fianco di Alberto Genovese? Sarah Borruso parla del “peso complessivo di un’esperienza che ha lasciato conseguenze profonde nella mia vita” ma precisa sin da subito di aver compreso solo dopo in maniera lucida ciò che era accaduto. “A un certo punto guardavo il mio volto, deformato dalle sostanze e dalla sofferenza, il mio corpo segnato, e non riuscivo più a riconoscere nemmeno esteriormente ciò che stavo diventando”, confessa. Così il libro diventa lo strumento per raccontare di ciò che ha compreso solo dopo: “Come si entra in un legame che lentamente ti deforma, come si resta quando sarebbe più sano andare via, come si può essere insieme responsabili e vulnerabili, lucidi e ciechi, presenti e perduti”.

LE FESTE TRA SESSO E DROGA, PROMISCUITÀ E AFTER INTERMINABILI

Da Terrazza Sentimento a Villa Lolita a Ibiza (dove secondo i giudici è avvenuto un caso di violenza sessuale), le feste erano senza limiti e “il confine tra ciò che è accettabile e ciò che non lo è si sposta progressivamente”, ammette la Borruso. Che ricorda e descrive “un ambiente fatto di eccessi, incoscienza collettiva, assenza di limiti e progressiva alterazione della percezione”. Cosa accadeva in quei party è emerso chiaramente nelle testimonianze ai processi e nelle cronache, ma ora l’ex fidanzata di Genovese lo racconta con precisione chirurgica: “Si viveva dentro una cultura estrema, dove droghe, promiscuità sessuale, after interminabili e perdita totale dei ritmi normali diventavano la normalità per tutti. Potevano esserci giorni senza dormire, senza mangiare, completamente immersi in uno stato alterato”. Insomma, un “contesto disfunzionale e destabilizzante”, che durante il lockdown la fa precipitare nella paura: “Avevo paura per la persona che avevo accanto e per il progressivo deterioramento che stavo osservando, ma avevo anche paura per me stessa”, ammette. Ma perché in quel momento non ha lasciato Genovese? “In sintesi, perché in quel momento ero profondamente convinta che fosse amore. E perché Alberto portava in sé luci e ombre. Come tutte le persone, aveva una complessità umana che non coincide soltanto con gli aspetti emersi dalla cronaca. Era una persona affascinante, carismatica, con una mente visionaria. Detto questo, la nostra relazione era tutt’altro che stabile o lineare. Era caratterizzata da estremi: momenti di grande fusione emotiva alternati a conflitti, allontanamenti, ritorni e dinamiche distruttive”.

COME HA REAGITO ALLE NOZZE DI GENOVESE (CON UN’ALTRA)

Nonostante la complessità della situazione, la Borruso resta al fianco di Genovese anche dopo il suo arresto. Poi il legame si spezza, fino al colpo di scena del dicembre del 2023: mentre è agli arresti domiciliari in una comunità di recupero, Alberto Genovese si sposa con una sua ex fidanzata con cui in passato aveva convissuto per alcuni anni. Come ha reagito Sarah Borruso a quella notizia? “È stato doloroso perché ha chiuso definitivamente un capitolo importante della mia vita emotiva”, ammette a Vanity. Ma allo stesso tempo è stato anche liberatorio, perché “mi ha costretta a lasciare andare un legame non solo con una persona, ma con una parte della mia identità, delle mie illusioni e della versione di me che esisteva dentro quella storia”.

COME VIVE OGGI, TRA I GIUDIZI SOCIAL E LA LAUREA IN PSICOLOGIA

Dopo la condanna a un anno per avere collaborato a una tentata violenza sessuale, riconvertita a un anno di lavoro di pubblica utilità al Comune di Roma, come vive oggi la Boruso? Ha provato a ricostruire il suo presente e il suo futuro, partendo dalla laurea con lode in Psicologia. Svela di essere ad un passo dall’abilitazione e che per lei la laurea non rappresenta solo un titolo accademico: “Rappresenta la ricostruzione di un’identità. La prova che, anche dopo essersi persi, ci si può ritrovare e costruire qualcosa di nuovo”. Nonostante il pregiudizio incomba su di lei, con tanto di immancabili commenti feroci sui social. E come reagisce di fronte a quei giudizi? “Credo che il giudizio e il pregiudizio siano meccanismi profondamente umani. Tutti giudichiamo. Il problema nasce quando il giudizio diventa una scorciatoia che ci impedisce di comprendere. “Il giudizio chiude; il pregiudizio decide chi è una persona prima ancora di ascoltarla. Spero che le persone possano provare a vedere cosa si cela dietro i personaggi che spesso osservano, etichettano o giudicano”.

LE ACCUSE DI AVER MONETIZZATO SUL LIBRO

A proposito di giudizi e accuse, come risponde alle accuse di aver “monetizzato” scrivendo e pubblicando questo libro? “Se il mio obiettivo fosse stato
monetizzare, avrei potuto scegliere strade molto diverse: raccontare una storia voyeuristica, scandalistica, alimentare curiosità e morbosità. Ne avrei certamente avuto la possibilità”, replica Sarah Borruso, spiegando come il libro sia nato non “per trasformare una vicenda in spettacolo, ma per provare a trasformare una parte di quella esposizione e di quella gogna mediatica in qualcosa che possa avere un’utilità”. Insomma, respinge l’accusa al mittente e ricorda come la “vicenda” Terrazza Sentimento nel tempo sia stata “raccontata, commentata, discussa e monetizzata nel vero senso della parola da moltissime persone”. Lei ha scelto a lungo il silenzio e oggi confessa di non sentire più “il bisogno di convincere chi ha già deciso in anticipo come leggere questa storia” perché per lei “una rinascita è un percorso umano, che vale la pena essere condiviso”.

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