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Scandali Psoe in Spagna, Junts prende le distanze dal governo: “Sanchez convochi elezioni anticipate o dia spiegazioni”

Gli indipendentisti catalani: "Da mesi questo governo non ha più una maggioranza, ma continua a governare". Ma dalla Moncloa confermano la volontà dell’esecutivo di andare avanti fino al 2027
Scandali Psoe in Spagna, Junts prende le distanze dal governo: “Sanchez convochi elezioni anticipate o dia spiegazioni”
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Junts non è qui per mettere o togliere governi spagnoli. Da mesi questo governo non ha più una maggioranza, ma continua a governare. Chiediamo a Sanchez di convocare elezioni o che almeno dia una spiegazione democratica” ai casi giudiziari che investono il Psoe. A parlare è la portavoce parlamentare di Junts per Catalunya, Miriam Nogueras, intervistata dall’emittente pubblica Tve. Da settimane il partito indipendentista catalano guidato da Carles Puigdemont ha congelato i rapporti con l’esecutivo. Decisivo per la fragile maggioranza che sostiene il premier spagnolo Pedro Sanchez, torna a chiedere elezioni anticipate, nel clima politico scosso in Spagna dalle inchieste giudiziarie sul Partito socialista, escludendo però qualunque appoggio a un’eventuale mozione di fiducia del Partido Popular, e segnalando come “linea rossa” Vox, il partito di Santiago Abascal, disposto ad appoggiarla.

Già nei giorni scorsi, dopo l’arrivo della della Guardia Civil nella sede del partito, le richieste di elezioni anticipate sono arrivate anche dal Partito nazionalista basco (Pnv) e da Coalicion Canaria (Cc), che nel 2023 votarono a favore dell’investitura di Sanchez come premier. In particolare il leader del Partito nazionalista basco, Aitor Esteban, ha detto che sarebbe “irresponsabile” per il premier continuare a governare “oltre il 2026, senza una direzione, senza un bilancio, senza una maggioranza stabile”. Il Pnv ha chiarito però che non appoggerebbe una mozione di sfiducia contro Sanchez guidata dal leader del Pp Alberto Núñez Feijóo.

Nonostante questo, la portavoce del governo spagnolo Elma Saiz ha confermato la volontà dell’esecutivo di andare avanti fino al 2027, ovvero fino a fine legislatura, “e oltre”. Gli alleati del governo hanno inoltre espresso il loro malessere dopo che si è avuto notizia del fatto che l’ex premier socialista José Luis Rodriguez Zapatero è indagato per traffico di influenze e altri reati. “Rispetto le dichiarazioni dei partiti, ma non le condivido”, ha detto Saiz, che ha difeso l’attività del governo. “Ogni giorno l’esecutivo lavora per migliorare la vita delle persone”, ha sostenuto.

E anche da Sumar le spiegazioni date finora dai socialisti rispetto le inchieste che li riguardano non sono sufficienti, pur riconoscendo – ha dichiarato il portavoce Ernest Urtasun – che esiste “una campagna generale per abbattere il governo”. “La soluzione a quanto sta accadendo non può essere un governo della destra coinvolto nel caso Gurtel (corruzione nel Partido Popular) insieme all’estrema destra, che sappiano non risolverebbe nulla”, ha aggiunto il portavoce di Sumar, nell’esigere “pulizia” a tutti i gruppi politici. “Il nostro spazio politico ha dimostrato che si può governare senza corruzione”, ha concluso.

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