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Ultimo aggiornamento: 19:14

Francesca Albanese: “Essere sanzionata dagli Usa è come una morte civile, sì ho bisogno di sostegno”

La relatrice speciale dell'Onu ha presentato in Senato il nuovo rapporto "Torture e genocidio": "L’obiettivo di Israele è accelerare lo sfollamento forzato e la pulizia etnica"
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“Sono stata sanzionata per il lavoro che ho fatto come relatrice speciale”. Francesca Albanese in Senato per la presentazione sul suo rapporto su Gaza torna sulla sua vicenda personale che la vede tra i soggetti sanzionati dall’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump. Un giudice di Washington una settimana fa aveva sospeso le sanzioni, ma poi è stato accolto il ricorso dell’amministrazione Trump e le sanzioni sono tornate subito operative. “C’è qualcuno che ha definito le sanzioni Usa una condanna alla sparizione civile” afferma Albanese. In concreto “fa spavento il fatto che delle sanzioni americane impediscano a delle banche italiane o europee di aprire un conto bancario ad una persona sanzionata anche quando questa è un funzionario delle Nazioni Unite oppure è un giudice o un funzionario della Corte Penale Internazionale con cittadinanza di uno dei paesi europei: com’è possibile che un’assicurazione si rifiuti di rimborsare le spese mediche perché collegata ad imprese americane?” si chiede la relatrice Onu. Albanese aggiunge: “Morte civile sembra un’iperbole ma non lo è perché chi è sanzionato dagli Usa non è più indipendente. Ho due figli minorenni e se fossi da sola non sarei capace di provvedere ad alcuna delle loro spese, è gravissimo che le banche nonostante siano obbligate per una direttiva europea ad aprire un conto in Europa a chi è cittadino o residente in Europa non lo fanno perché sono tra l’incudine e il martello perché rischiano di essere sanzionate dal sistema americano”. “Sì – conclude Albanese – ho bisogno di sostegno”.

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