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Donati gli organi della bimba di 22 mesi investita dall’auto del padre a Portocannone (Campobasso)

Dopo cinque giorni di ricovero disperato ad Ancona, i genitori hanno autorizzato l’espianto degli organi. Il sindaco annuncia il lutto cittadino: “Una ferita che colpisce tutta la comunità”
Donati gli organi della bimba di 22 mesi investita dall’auto del padre a Portocannone (Campobasso)
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Gli organi della piccola Caterina Famiglietti, la bambina di 22 mesi morta all’ospedale pediatrico Salesi di Ancona dopo giorni di ricovero in condizioni disperate, saranno donati. La decisione è stata presa dai genitori subito dopo la dichiarazione di morte cerebrale avvenuta nel tardo pomeriggio di giovedì, trasformando una tragedia che ha sconvolto l’intero Molise in una speranza di vita per altri bambini e pazienti in attesa di trapianto. Le procedure di prelievo degli organi sono state avviate nella struttura marchigiana e saranno seguite dalla certificazione formale del decesso da parte delle autorità competenti. Una scelta compiuta nel momento più difficile, dopo cinque giorni trascorsi tra speranze, preghiere e continui aggiornamenti sulle condizioni della bambina, che dal giorno dell’incidente aveva lottato tra la vita e la morte.

La vicenda aveva scosso profondamente la comunità di Portocannone, piccolo centro in provincia di Campobasso, dove la famiglia è molto conosciuta. L’incidente era avvenuto nella tarda mattinata di sabato 23 maggio davanti all’abitazione della famiglia. Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, il padre della bambina era alla guida di un’auto di grossa cilindrata e stava effettuando una manovra. La piccola Caterina si trovava all’esterno, dove stava giocando, quando è stata travolta dal veicolo.

Gli accertamenti svolti nelle ore successive hanno ricostruito una dinamica drammatica ma accidentale. L’auto, parcheggiata in una zona in pendenza, si sarebbe mossa improvvisamente in retromarcia. Il padre non si sarebbe accorto della presenza della figlia dietro il mezzo e la bambina sarebbe sfuggita per un attimo al controllo degli adulti presenti. Quando l’uomo ha realizzato quanto accaduto, ha immediatamente soccorso la figlia e sono stati allertati i sanitari del 118. Le condizioni della piccola sono apparse subito gravissime. Caterina è stata trasportata d’urgenza all’ospedale San Timoteo di Termoli, dove i medici hanno disposto il trasferimento immediato in elisoccorso all’ospedale pediatrico Salesi di Ancona. Da quel momento è iniziata una corsa contro il tempo. Per giorni familiari, amici e l’intera comunità di Portocannone hanno sperato in un miglioramento, seguendo con apprensione ogni notizia proveniente dall’ospedale marchigiano.

La tradizionale Carrese, appuntamento molto sentito dalla popolazione locale e celebrato nei giorni successivi all’incidente, si è svolta in un’atmosfera segnata dall’angoscia e dalla preghiera per la sorte della bambina. Nelle chiese e nelle case del paese si erano moltiplicati i momenti di raccoglimento e i messaggi di vicinanza alla famiglia. Poi, ieri pomeriggio, la notizia più temuta: i medici dell’ospedale Salesi hanno dichiarato la morte cerebrale della bambina. Poco dopo è arrivata la scelta dei genitori di autorizzare la donazione degli organi. Un gesto che ha colpito profondamente non solo la comunità molisana ma anche il personale sanitario che in questi giorni aveva assistito la piccola.

“Il gesto dei genitori consentirà ora ad altri bambini e ad altre persone in attesa di trapianto di ricevere una possibilità di vita”. Un atto di solidarietà compiuto nel pieno di un dolore immenso, che trasforma la perdita della piccola Caterina in una speranza concreta per altre famiglie. Intanto il sindaco di Portocannone, Francesco Gallo, ha annunciato la proclamazione del lutto cittadino nel giorno delle esequie. In una nota il primo cittadino ha espresso “sentimenti di partecipazione all’immenso e ingiusto dolore” dei familiari, parlando di “un triste evento che scuote l’intera comunità e suscita profonda commozione”.

L’ordinanza comunale prevederà l’esposizione delle bandiere a mezz’asta sugli edifici pubblici e l’invito a cittadini, attività commerciali, associazioni e organizzazioni del territorio a sospendere le attività durante i funerali in segno di rispetto. Sull’accaduto proseguono intanto le indagini del commissariato di Termoli, coordinate dalla Procura di Larino, che ha aperto un fascicolo per chiarire nel dettaglio la dinamica dell’incidente e ricostruire ogni fase della tragedia.

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