Kenneth Iwamasa, 60 anni, è stato condannato mercoledì 27 maggio da un tribunale federale di Los Angeles a tre anni e cinque mesi di reclusione per il suo ruolo nella morte per overdose di Matthew Perry, la celebre star della serie televisiva “Friends”. Iwamasa era presente accanto all’attore negli ultimi giorni della sua vita, nell’ottobre del 2023: fu lui stesso a iniettargli la dose letale di ketamina e a ritrovarlo senza vita nella vasca idromassaggio della sua abitazione.
Nel corso delle indagini, l’uomo ha scelto di collaborare con la giustizia, diventando il principale testimone dell’accusa. Iwamasa è l’ultimo dei cinque imputati ad aver patteggiato la propria posizione nell’ambito del procedimento giudiziario legato alla scomparsa dell’attore, morto all’età di 54 anni.
“Invece di aiutarlo a uscirne, Iwamasa contribuiva a procurare droga a Perry”, scrive il Tribunale nella sentenza, descrivendo una ”cospirazione” che coinvolse cinque persone, tutte ormai condannate. Nelle ultime settimane di vita dell’attore, il gruppo avrebbe fornito ketamina per oltre 50 mila dollari alla star di “Friends”, definita nelle chat interne come “questo idiota”.
In una lettera al tribunale, la madre dell’attore, Suzanne Morrison, ha accusato l’assistente di aver “ucciso mio figlio”, sostenendo che avrebbe potuto chiedere aiuto a persone vicine a Perry invece di continuare a procurarsi la droga. Anche la sorella, Madeline Morrison, ha parlato di un “tradimento” nei confronti della famiglia. Dal canto suo, la difesa aveva chiesto una pena più lieve, pari a sei mesi di carcere e sei mesi di arresti domiciliari, sostenendo che Iwamasa avesse agito seguendo le indicazioni dell’attore e temendo di perdere il lavoro in caso di rifiuto.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Kenneth Iwamasa percepiva uno stipendio di 150mila dollari l’anno e conosceva Matthew Perry dal 1992, diventandone assistente convivente nel 2022. L’accusa sostiene che fosse consapevole della lunga lotta dell’attore contro le dipendenze e che fosse stato inoltre avvertito dai medici sui rischi dell’autosomministrazione di ketamina.