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Ultimo aggiornamento: 14:06

Meloni all’attacco dell’Ue: “E’ un gigante burocratico, miope quando deve far sentire la sua voce”

La presidente del Consiglio riprende un vecchio standard della destra sulle istituzioni di Bruxelles. "La difesa è libertà ma oggi dobbiamo difendere famiglie e imprese da crisi"
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“La principale enorme fragilità che ci riguarda da vicino è l’attuale configurazione dell’Unione europea, un gigante burocratico che troppo spesso ha sacrificato la competitività, la crescita strategica sull’altare di approcci ideologici e tecnoratici”. A parlare è la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “L’Europa – continua la premier – è stata inarrestabile nella capacità di moltiplicare le regole su ogni aspetto della vita comune ma miope quando si trattava di far sentire la propria voce nella vita globale”. Si tratta di un argomento caro alla destra, soprattutto nelle campagne elettorali, molto cavalcato per esempio dal leader della Lega Matteo Salvini. Nel frattempo va comunque ricordato che – magari pure obtorto collo – la presidente del Consiglio e i membri del suo governo dell’Ue fanno parte come rappresentanti dell’Italia. Sullo sfondo, poi, c’è il negoziato – per niente facile – che il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sta portando avanti per avere maggiori margini di spesa in un momento in cui l’Italia è sotto procedura d’infrazione per deficit eccessivo, una delle regole che l’Unione si è data nel 1993, 33 anni fa.

In un altro passaggio Meloni ha sfiorato il tema della spesa per la Difesa, sulla quale il governo non ha mai dato segni di cedimento. “Sul tema delle spese della difesa, ho detto e lo ripeto, non ho affatto cambiato atteggiamento, benché sappia molto bene quanto il tema in Italia sia impopolare. Io penso anche che un leader serio debba dire la verità. La verità è che se non ti sai difendere, se chiedi a qualcun altro di garantire la tua sicurezza, lo pagherai in termini di autonomia, in termini di capacità di difendere i tuoi interessi nazionali”. “Io voglio che l’Italia sia una nazione libera, ma dall’altra parte – ha aggiunto – so anche che se noi oggi non aiutiamo le famiglie e le imprese a superare l’impatto di una crisi che è significativa, rischiamo che domani non ci sia più niente da difendere in questa nazione. E quindi dobbiamo creare un equilibrio tra due necessità”.

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