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“Ero grosso, strano, diverso. Ho sofferto di anoressia e bulimia. A scuola mi picchiavano. In 6 mesi ho perso più di 40kg perché non mangiavo”: lo rivela Samurai Jay

Il cantante, che ha appena pubblicato l'album "Amatore", si è raccontato a "Le Iene"

di Redazione FqMagazine
“Ero grosso, strano, diverso. Ho sofferto di anoressia e bulimia. A scuola mi picchiavano. In 6 mesi ho perso più di 40kg perché non mangiavo”: lo rivela Samurai Jay

Con “Ossessione” è stato la rivelazione dell’ultimo Festival di Sanremo 2026. Samurai Jay ha appena pubblicato l’album “Amatore” e “⁠Flamenco Paranoia” è il singolo in rotazione in radio. Fronte live, quest’estate il cantante si esibirà al Red Valley Festival, il 15 agosto a Olbia. Inoltre, il prossimo 21 giugno aprirà la data italiana di Ricky Martin a San Benedetto del Tronto. L’artista è stato ospite a “Le Iene” e ha raccontato aspetti privati e inediti della sua vita.

“Ero grosso, strano, diverso ho sofferto di anoressia e bulimia.- ha affermato – Sei mesi prima di quella foto pesavo 105 chili. Avevo smesso di mangiare. Se mangiavo un pezzo di pane correvo a vomitarlo. Facevo finta di mangiare davanti a mia madre e poi mi chiudevo in bagno. Continuavo a vedermi grasso. In sei mesi ho perso più di 40 chili perché avevo smesso di mangiare. Venivo bullizzato per il mio corpo, ma anche perché ascoltavo altra musica e avevo un’attitudine diversa. In un paese è difficile essere diverso”.

Insomma la musica ha salvato la vita a Samurai Jay: “Quando questi pensieri entrano nel cervello pensi che siano la realtà. La musica mi ha salvato, ero un cadavere con due gambe, mi hai visto. La musica mi ha dato un motivo per non mollare. Non c’è niente di sbagliato nel chiedere aiuto. Io non ne avevo mai parlato così lucidamente, neanche con i miei amici. Ma riguardare quelle foto mi fa capire che basta poco. Io pensavo di averla superata, ma ti rendi conto che basta fare una chiacchierata così che ti si riapre tutto. Penso che devo tornare in terapia”.

Il cantante ricorda anche alcuni aneddoti legati al passato: “Fuori dalla metro o nei corridoi della scuola mi accerchiavano e mi picchiavano. Non ho mai reagito. Non sono mai riuscito a dare uno schiaffo o un pugno. Mi accerchiavano in cinque o sei e mi davano calci e pugni”.

E infine: “Una volta svenni mentre portavo una cassa d’acqua a una cliente. Se non mangi hai i valori sballati e lì ho avuto molta paura. Non è una cosa normale rischiare di morire perché non mangi perché ti vedi grasso. Ho avuto una fase di autolesionismo. Sono arrivato a farmi del male. Ho ignorato la terapia nel 2021, ma è finita malissimo. Non ero pronto: Dottoressa se mi ascolta, mi dispiace per com’è finita, non ero pronto. Mi scusi“.

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