Il rapporto con il tempo che scorre non è mai stato un tabù per Monica Bellucci. L’attrice umbra, che ha compiuto 61 anni, affronta il tema dell’invecchiamento con pragmatismo e senza nostalgie. Sulla Croisette di Cannes, dove si trova per un doppio impegno cinematografico, ha offerto una lucida riflessione sull’età matura, sia sotto il profilo personale che professionale, in un’intervista al Messaggero. Al Festival, Bellucci si è sdoppiata: oltre a interpretare se stessa in Butterfly Jam del russo Kantemir Balagov (sezione Quinzaine), è tornata in concorso ufficiale con Histoires de la nuit, noir diretto dalla francese Léa Mysius. Nel film, ambientato durante una notte in una villa di campagna isolata in cui una festa di compleanno viene interrotta da malviventi, Bellucci interpreta Cristina, un’elegante e solitaria pittrice, vicina di casa della famiglia protagonista.
Il nuovo ruolo al cinema e la sfida della maturità
Si tratta di un personaggio che Bellucci descrive come “fredda, chiusa in sé stessa, lontanissima dal mio temperamento mediterraneo: è un ruolo che non mi somiglia”. Eppure, l’attrice spiega di essersi innamorata della sceneggiatura, considerandola un’importante opportunità di crescita professionale. “Questo film ha rappresentato una sfida perché ho dovuto interpretare un personaggio diverso da me, che soffre per aver fallito sia come donna sia come madre. Esperienza molto interessante”.
La centralità del tempo che passa emerge prepotentemente nel ruolo di Cristina: “Ho dovuto creare una donna matura, che sta invecchiando”, racconta Bellucci. “Non a caso a un certo punto dice: ‘Noi donne, a una certa età, diventiamo trasparenti’. Ho sentito subito un trasporto verso di lei e ho pensato che andare avanti con gli anni per un’attrice possa essere molto interessante”. La sessantunenne riconosce che l’esperienza acquisita le permette oggi di esplorare territori recitativi prima inaccessibili: “Alla mia età posso interpretare personaggi, come Cristina, che non avrei potuto permettermi venti o trent’anni fa nemmeno con il make up. Oggi, invece, le ho regalato il mio vissuto, la mia esperienza”.
L’età fuori dal set: “Diventi spettatrice”
Alla domanda se la spaventi invecchiare anche nella vita privata, l’attrice risponde con realismo e ironia: “O invecchi o muori, non ci sono altre possibilità“. E aggiunge una considerazione sulla trasformazione del proprio ruolo sociale e pubblico: “Il bello della mia età è che smetti di essere al centro dell’attenzione per diventare spettatrice“. Questo nuovo posizionamento si riflette anche nel rapporto con le figlie, Deva e Léonie, e con le nuove generazioni, verso le quali nutre grande fiducia. Bellucci si definisce “incuriosita dal cinema contemporaneo”, rifiutando la “nostalgia passatista”. “Con le mie figlie c’è uno scambio continuo: a volte le consiglio, altre lo fanno loro. Ho fiducia nei giovani perché preferiscono la qualità alla competizione”.
Cannes, i nuovi set e la riservatezza
Cannes rappresenta per Bellucci un luogo carico di memoria storica. Dal celebre scandalo del 2002 per Irréversible (“La polemica fu enorme ma venne venduto in tutto il mondo e ancora oggi ne parliamo”) fino all’esperienza formativa come giurata nel 2006 (“Tre proiezioni al giorno, discussioni accese ma che scuola di cinema fu quell’esperienza”). Attualmente, l’attrice è impegnata sul set italiano di Iside, film diretto da Maria Sole Tognazzi in cui recita al fianco di Jasmine Trinca e Tecla Insolia, descritto come “una storia bellissima di affiliazione”. Sul versante privato, Bellucci mantiene una rigorosa riservatezza. Dopo la chiusura della relazione con il regista Tim Burton — del quale continua a parlare positivamente — l’attrice invoca il “diritto alla privacy”, preferendo la discrezione rispetto all’esposizione mediatica, in netto contrasto con l’ex marito Vincent Cassel, anch’egli presente a Cannes con la sua nuova compagna.