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Olimpiadi, perquisizioni in due società (tra cui Simico) per la cabinovia Socrepes: turbata libertà di gara d’appalto

Coinvolta la società committente Simico e quella esecutrice dei lavori, Graffer. Il cantiere dell'impianto di risalita si trova a Cortina d'Ampezzo
Olimpiadi, perquisizioni in due società (tra cui Simico) per la cabinovia Socrepes: turbata libertà di gara d’appalto
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Una valanga giudiziaria si abbatte sulle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. L’ipotesi di turbativa d’asta è stata formulata per i lavori della cabinovia di Socrepes, una delle opere più controverse dei Giochi. La Procura della Repubblica di Belluno, a tre mesi esatti dalla conclusione delle gare, ha ordinato una serie di perquisizioni in cinque città italiane, alla ricerca di prove che confermino quanto già acquisito a carico dei responsabili della Società Infrastrutture Milano Cortina (Simico) e della società a responsabilità limitata Graffer (di Sergio Lima), con sede in provincia di Brescia. A darne notizia è un comunicato diffuso dal procuratore bellunese Massimo De Bortoli.

Ufficiali di polizia giudiziaria della Squadra mobile di Belluno e del Servizio centrale e operativo della polizia di Stato di Roma stanno eseguendo le perquisizioni a Roma (sede legale di Simico), Milano, Brescia (sede di Graffer), Napoli e Cortina d’Ampezzo (dove si trova il cantiere della cabinovia Apollonio-Socrepes). Le operazioni riguardano sia Simico, committente di un’opera del valore di 35 milioni di euro rimasta incompiuta, che la ditta a cui è stato affidato l’appalto. I poliziotti stanno acquisendo documentazione (personale e societaria) e dati informatici, così da ricostruire le fasi tribolate di una gara d’appalto che nel febbraio 2025 era stata annullata dopo la diffusione di notizie relative all’interessamento per la cabinovia delle due principali ditte costruttrici europee, l’italiana Leitner di Vipiteno e l’austriaca Doppelmeyr. Il commissario straordinario di Simico, l’architetto Fabio Massimo Salvini aveva poi optato per una procedura semplificata di assegnazione diretta dell’appalto alla Graffer una piccola società bresciana, dal fatturato di 8 milioni di euro all’anno.

È su quella procedura che si sono accesi i fari della Procura bellunese, diretta da un magistrato di grande esperienza, che ha condotto a Treviso le indagini sul crack di Veneto Banca. “L’ipotesi investigativa – scrive il procuratore – concerne la possibile sussistenza di condotte che, grazie ad accordi collusivi o comunque tramite modalità fraudolente, hanno deliberatamente favorito la società Graffer nell’assegnazione dei lavori a discapito di altre ditte interessate all’esecuzione degli stessi”. Leitner e Doppelmeyr non vengono citate, ma il riferimento ai due colossi è evidente. Qual è l’inghippo? L’assegnazione – con la formula dell’affidamento diretto e non della gara – sarebbe avvenuta “con la consapevolezza che i tempi a disposizione non sarebbero stati compatibili con la messa in funzione dell’impianto entro l’inizio dei Giochi Olimpici”. Le indagini sono state svolte con l’ausilio di consulenti tecnici e la ricerca dei documenti è finalizzata “a rafforzare un solido compendio nel frattempo già acquisito”. Il che significa che l’inchiesta ha già portato all’iscrizione di un certo numero di persone nel registro degli indagati.

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