Giro, il punto dopo la prima settimana: finora il vero sconfitto è il ciclismo italiano
La prima settimana del Giro d’Italia ha riservato diverse sorprese e una conferma: Jonas Vingegaard. Il danese, come da pronostico, si è dimostrato il più forte in salita con due vittorie di tappa nei due arrivi in quota sul Blockhaus e a Corno alle Scale, ma per il momento non è ancora in maglia rosa. A vestire il simbolo del primato dopo le prime nove tappe è Afonso Eulalio. Il portoghese è la grande sorpresa della 109ª edizione. Ha approfittato della caotica frazione di Potenza, caratterizzata da pioggia intensa e freddo, per guadagnare oltre 7 minuti sui favoriti per la vittoria finale e chiude la prima settimana in maglia rosa. Eulalio ha ancora 2’24” di vantaggio su Vingegaard. Margine che potrebbe perdere quasi interamente nella cronometro di domani, martedì 19 maggio, ma che gli permette di ambire addirittura al podio del Giro o quantomeno a un piazzamento in top-10 impronosticabile alla vigilia, visto che sul quarto, Jai Hindley, ha ancora 4’32”.
La grande delusione di questi primi nove giorni, invece, è Giulio Pellizzari. Il 22enne marchigiano alla vigilia era considerato il principale antagonista di Vingegaard, ma finora la strada lo ha respinto. Sul Blockhaus ha voluto strafare seguendo inizialmente il danese, per poi crollare a 1’05” e a Corno alle Scale è andato in crisi pagando 1’28”. Attualmente è nono in classifica a 5’15” da Eulalio e a ben 2’16” dal terzo posto di Felix Gall. Proprio l’austriaco è l’altra rivelazione della prima settimana. Partiva come terzo incomodo e autorevole candidato al podio, ma nessuno si aspettava che potesse fare così bene in salita e perdere solo 35” da Vingegaard. Gall può ancora sperare nella vittoria finale, ma soprattutto ha 1’33” di margine sul primo degli inseguitori, Hindley. Finora è stato di gran lunga il secondo corridore più forte in salita e la sua crescita non è casuale. Da inizio anno la Decathlon CMA CGM Team sta facendo bene e ha già raccolto 17 vittorie, trascinata dal giovane talento francese Paul Seixas, ma anche da un upgrade di squadra.
Lo snodo decisivo del Giro 109, però, è la cronometro di 42km, tutti in pianura, tra Viareggio e Massa, che domani riscriverà la classifica generale. Tra i big Vingegaard, assieme a Thymen Arensman, è il migliore nelle prove contro il tempo e dovrebbe guadagnare sui rivali. L’Italia spera nel successo di tappa di Filippo Ganna e nel riscatto di Pellizzari, che di recente è cresciuto in questa specialità ma potrebbe ancora essere limitato dai “problemi di stomaco” accusati nella tappa di domenica. Deve fare meglio di Gall e dei corridori che lo precedono in classifica se vuole tornare in lizza per il podio. L’incognita è Eulalio, non abituato a occupare la posizione di leader e non uno specialista delle cronometro. Ma il portoghese ha dimostrato di avere una grande condizione e potrebbe difendersi meglio del previsto.
L’altra tappa decisiva della seconda settimana è la Aosta-Pila di sabato 23 maggio, quando i ciclisti affronteranno 133 km e 4.209 metri di dislivello, con arrivo in salita nella località sciistica valdostana. Quella potrebbe essere una frazione favorevole alle fughe e a Giulio Ciccone, che, dopo aver vestito per un giorno la maglia rosa e aver ottenuto due terzi posti, è uscito di classifica e ora vuole vincere una tappa. Il che sarebbe ossigeno per il ciclismo italiano, che finora ha conquistato un solo successo a Napoli con Davide Ballerini. Non esattamente il bilancio che ci si aspettava dopo nove giorni di corsa, da cui soprattutto Jonathan Milan esce sconfitto. Il friulano era il grande atteso tra i velocisti, ma non ha vinto, complice l’esplosione di Paul Magnier. Il francese si è preso due successi in volata e indossa la maglia ciclamino della classifica a punti, dove Milan insegue a 54 lunghezze e dovrà inventarsi un mezzo miracolo per colmare il divario nella seconda parte del Giro.
Per raggiungere gli obiettivi della vigilia, l’Italia deve aggrapparsi alla speranza. Nulla è ancora precluso e l’eventuale vittoria di Ganna a crono potrebbe far bene al morale degli azzurri, ma serviranno le gambe per invertire una rotta partita nella direzione sbagliata.