Giro d’Italia, ecco Vingegaard: domina e vince sul Blockhaus. Pellizzari prova a seguirlo e crolla: “Ho sbagliato” | La nuova classifica generale
Tutti lo attendevano, lui ha risposto presente: Jonas Vingegaard firma oggi il suo primo successo al Giro d’Italia, nella prima tappa dura di questa edizione della corsa rosa. Il danese domina sulle rampe del Blockhaus, dimostrando una netta superiorità rispetto ai rivali. Tiene solamente Felix Gall, che arriva a 13 secondi. Tutti gli altri beccano più di un minuto, compreso Giulio Pellizzari. Il 22enne grande speranza di tutti i tifosi italiani paga caro la sua inesperienza: prova a stare a ruota di Vingegaard ma fa un fuori giri e finisce per farsi staccare anche da Gall. Arriva al traguardo con Ben O’Connor e il suo compagno di squadra Jay Hindley, che lo precede nella volatina finale e si prende il terzo posto. La maglia rosa resta per ora sulle spalle di Afonso Eulálio, che si è difeso alla grande sulle rampe abruzzesi. Per Vingegaard però è la situazione perfetta: ha già staccato i suoi diretti rivali, ma ancora la sua Visma-Lease a Bike non deve prendersi l’onere di gestire la corsa.
La Formia-Blockhaus era la tappa più lunga di questo Giro: 245 km con la salita a Roccarosa prima dei 13 km di durissima ascesa verso il Blockhaus, che sono stati resi ancora più complicati dalle raffiche di vento. La fuga è stata gestita senza problemi, con il gruppo che è arrivato ai piedi dell’ultima asperità dopo 4 ore e mezza di gara a ritmo sostenuto. Dopo aver fatto tirare un po’ i suoi, sbrindellando il gruppo maglia rosa, Vingegaard ha rotto gli indugi già a circa 5 km dall’arrivo: sono rimasti con lui solo Gall e Pellizzari. L’italiano della Red Bull-Bora ha fatto l’errore di provare a seguirlo anche nei successivi affondi, mentre l’austriaco della Decathlon pian piano si è lasciato staccare, proseguendo però sempre del suo ritmo. All’ennesima accelerazione del danese, Pellizzari di colpo si è piantato. E da lì è cominciato il suo calvario.
Il 22enne marchigiano e giovane e ha già capito il suo errore: “Mi sentivo bene e ho voluto seguire Vingegaard, ma ho sbagliato. Ho imparato per la prossima volta”, ha commentato al termine della frazione. Se la prima salita solitamente serve a capire chi non vincerà il Giro d’Italia, il Blockhaus ha confermato quello che già si pensava/temeva alla vigilia: solo Vingegaard può perdere la maglia rosa. Ad oggi, il suo rivale più accreditato diventa Gall: l’austriaco dimostra che il quinto posto all’ultimo Tour non è stato un caso.
Pellizzari invece è rimandato: dovrà elaborare la delusione e provare a recuperare. Il podio diventa l’obiettivo più realistico al momento: “Un minuto perso non è così male, siamo qui per il podio“, ha sottolineato lui stesso. Il Giro gli offrirà tante chance per rifarsi, già a partire dall’arrivo a Fermo: “Domani tappa in casa? Pensiamo prima a recuperare”, conclude Pellizzari. Inseguire Vingegaard può diventare un’arma a doppio taglio. La notizia positiva per il 22enne è che il principale rivale sembra il suo compagno di squadra Hindley. Gli altri hanno fatto peggio. E tra i migliori c’è Giulio Ciccone, che ha chiuso settimo a un minuto e 40 secondi, davanti a molti dei big che già hanno pagato dazio: da Arensman a Bernal e Mas.
L’ordine di arrivo della settima tappa del Giro d’Italia
1. Jonas Vingegaard (Visma-Lease a Bike) 6h09’15”
2. Felix Gall (Decathlon AG2R La Mondiale) +13″
3. Jai Hindley (Red Bull-BORA-hansgrohe) +1’02”
4. Giulio Pellizzari (Red Bull-BORA-hansgrohe) +1’05”
5. Ben O’Connor (Team Jayco AlUla) s.t.
6. Mathys Rondel (Tudor Pro Cycling Team) +1’29”
7. Giulio Ciccone (Lidl-Trek) +1’40”
8. Derek Gee-West (Lidl-Trek) +1’42”
9. Michael Storer (Tudor Pro Cycling Team) +1’44”
10. Thymen Arensman (Netcompany INEOS) s.t.
La nuova classifica generale del Giro d’Italia 2026
1. Afonso Eulálio (Bahrain Victorious) 30h59’23”
2. Jonas Vingegaard (Visma-Lease a Bike) +3’17”
3. Felix Gall (Decathlon AG2R La Mondiale) +3’34”
4. Jai Hindley (Red Bull-BORA-hansgrohe) +4’25”
5. Giulio Pellizzari (Red Bull-BORA-hansgrohe) +4’28”
6. Ben O’Connor (Team Jayco AlUla) +4’32”
7. Mathys Rondel (Tudor Pro Cycling Team) +4’56”
8. Giulio Ciccone (Lidl-Trek) +4’57”
9. Thymen Arensman (Netcompany INEOS) +5’07”
10. Michael Storer (Tudor Pro Cycling Team) +5’11”