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Infinito Mourinho, il ritorno da film al Real: la scelta di Florentino Perez spacca Madrid

Lo Special One, dato per bollito, riemerge ancora una volta dagli abissi: è chiamato a domare uno spogliatoio travolto da clan e risse. Intanto Xabi Alonso si accasa al Chelsea: scoppia il mercato degli allenatori
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Nei giorni di Cannes, il ritorno di José Mourinho al Real Madrid meriterebbe un film fuori concorso: tredici anni dopo l’addio ai Blancos, lo Special One è pronto a domare uno spogliatoio travolto da clan, risse e campioni dall’ego sconfinato. L’uomo di Sétubal ancora una volta sorprende tutti: lo danno per finito e, sia concessa la rima, per bollito, ma lui, diabolico, riemerge dagli abissi. La sua avventura al Benfica è durata otto mesi: nominato tecnico delle Aquile il 18 settembre 2025, con un contratto biennale, il percorso si chiude ora, in anticipo. L’accordo con il Benfica concedeva una finestra di dieci giorni al termine del campionato per liberarsi, dietro il pagamento di una clausola da tre milioni di euro: una bazzecola per il Real Madrid. È stato facile per Jorge Mendes, il superagente di Mou, trovare l’intesa: accordo di due anni, con opzione per una terza stagione.

Narrano gli esperti di cose madridiste che nel cuore di Florentino Perez ci sia posto – ed è già tanto considerata la natura del personaggio – solo per due tecnici: Carlo Ancelotti e José Mourinho. Una posizione di privilegio legata a due fattori: il primo è che sono collezionisti di trofei, il secondo è che sono gli unici che, in qualche modo, sono riusciti a tenergli testa. Il ritorno di Mou ha prodotto nuove onde nel mare tempestoso del Real. Non ci sarebbe stato il parere unanime degli uomini vicini a Florentino, qualche giornale è già pronto a dare battaglia, un illustre ex come Iker Casillas ha mostrato il pollice verso, ma alla fine, come sempre, decide il presidente.

Mourinho è stato avvistato in queste ore nel centro tecnico del Benfica per incontrare il presidente Rui Costa, ma questi sono dettagli. Tutti sanno tutto e il Benfica avrebbe già individuato in Marco Silva, coach del Fulham, la prossima guida. Da un portoghese all’altro. Mou non è riuscito nell’impresa di guidare una squadra mediocre alla qualificazione diretta in Champions – le Aquile hanno chiuso la Liga portoghese al terzo posto -, ma ha una nuova medaglia da indossare al collo: quella dell’imbattibilità in campionato. Con la squadra che si è ritrovato tra le mani, smembrata dalle cessioni delle ultime sessioni di mercato, Mourinho non avrebbe potuto ottenere di più.

XABI ALONSO

In uno strano gioco di intrecci, poche ore prima della svolta annunciata di Madrid, il Chelsea ha comunicato urbi et orbi di aver arruolato con un contratto quadriennale Xabi Alonso, durato al Real come un gatto in tangenziale: sette mesi. Il tecnico basco avrà pieni poteri tra i Blues, reduci da una stagione disastrosa, culminata nella sconfitta di sabato nella finale di FA Cup contro il Manchester City. Il Chelsea ha scelto Alonso estraendo il suo nome da una rosa di candidati, tra i quali Iraola (Bournemouth), Glasner (Crystal Palace), Silva (Fulham) e Filipe Luis (Flamengo). Alonso ha vinto la corsa per la sua brillante carriera da giocatore (Liverpool, Real Madrid e Bayern Monaco) e per il percorso da coach, grazie ai successi con il Bayer Leverkusen. Al Chelsea, dopo il flop di questa stagione, si cambia politica: non più solo giovani di prospettiva, ma anche campioni affermati. Si annuncia l’ennesimo mercato di fuochi d’artificio.

PREMIER

Un’altra big della Premier, il Manchester United, sta per ufficializzare il nuovo contratto biennale per Michael Carrick, bravissimo nel far riemergere i Red Devils dalla crisi nella quale erano sprofondati nell’era-Amorim. L’ex centrocampista inglese, 44 anni, dodici stagioni da giocatore con lo United, ha riportato il club in Champions. Da lui si attende un ulteriore salto di qualità: “Più aumenta la portata degli obiettivi, più aumentano le difficoltà. Migliorarsi non è mai facile”, le sue parole in attesa dell’investitura. Già delineati alcuni obiettivi di mercato: piacciono l’atalantino Ederson e il madridista Tchouameni, reduce dalla rissa con il compagno di squadra Valverde. Casemiro ha già salutato lo United.

L’Arsenal, a un passo dalla conquista della Premier e finalista in Champions, blinderà Arteta. Il Tottenham, a un passo dalla salvezza, lancerà il progetto-De Zerbi. Il Liverpool dovrebbe confermare l’olandese Slot, nonostante le ultime bordate di Salah. La vera questione, e che questione, è un’altra: Pep Guardiola, reduce dal trionfo in FA Cup e ancora in corsa per il titolo in campionato, resterà al Manchester City? Il contratto lega il tecnico catalano al club inglese fino al 2027, ma regna l’incertezza. Occhio anche ai movimenti di Unai Emery, che ha condotto l’Aston Villa all’ennesima finale della sua carriera in Europa League (quattro successi): è the King of Birmingham, il suo contratto scade il 30 giugno 2029, ma potrebbe scendere in pista per qualche corsa importante.

LIGA

Il Barcellona e il tedesco Hansi Flick proseguono il cammino insieme, ma il club catalano invoca ora la Champions. Diego Simeone e l’Atletico Madrid non hanno ragioni per divorziare dopo un matrimonio iniziato il 23 dicembre 2011. Ernesto Valverde lascia l’Athletic Bilbao: il successore potrebbe essere Iraola, che sta trascinando il Bournemouth a una storica qualificazione alle coppe europee.

FRANCIA

Luis Enrique e il Psg viaggiano a vele spiegate: ennesimo trionfo in campionato e seconda finale di fila in Champions. Al Lione confermatissimo Paulo Fonseca, mentre a Marsiglia cambia tutto, dal direttore sportivo (in uscita Benatia, in arrivo Lorenzi) all’allenatore (via Beye): le scelte per la panchina e per il mercato sono ancora in alto mare.

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