Libri e Arte

“Una persona come mio padre Piero non rinascerà più”: Alberto Angela scoppia in lacrime al Salone del Libro di Torino

Il celebre volto della divulgazione scientifica in tv sbarca al Salone del Libro di Torino 2026 per presentare il suo Cesare (Mondadori) ma il ricordo di papà Piero sovrasta tutto

di Davide Turrini
“Una persona come mio padre Piero non rinascerà più”: Alberto Angela scoppia in lacrime al Salone del Libro di Torino

“Una persona come mio padre Piero non rinascerà più”. La commozione di Alberto Angela è improvvisa e anche piuttosto prolungata. Il celebre volto della divulgazione scientifica in tv sbarca al Salone del Libro di Torino 2026 per presentare il suo Cesare (Mondadori) ma il ricordo di papà Piero sovrasta tutto senza tramontare mai. “È stata una fortuna averlo come padre e collega. Tre aspetti lo hanno caratterizzato in vita: la pacatezza (anche a ridosso della sua fine), l’ottimismo e la saggezza. Aveva inoltre la capacità di vedere nel futuro le cose che sarebbero accadute già negli anni 70, ad esempio, affrontava i problemi di ecologia. Anche gli ultimi libri pubblicati postumi che nemmeno sapevo esistessero gli aveva scritti per il futuro”.

Angela jr srotola in nemmeno 40 minuti la sua passione storica per l’epica del “De bello gallico”. “Cesare era una persona come voi e me. Per ricostruire il suo viso abbiamo adoperato alcune monete d’epoca e due busti anche se questi ultimi lo vedevano già vecchio tanto che aveva il riporto nei capelli“. Angela palleggia paragoni come suo classico marchio di fabbrica tra l’oggi e l’ieri: “Cesare aveva un volto scavato alla Clint Eastwood. Potrebbe ricordare Per le signore un po’ più avanti con l’etàun Omar Sharif, per quelle più giovani George Clooney. Anzi, Per capirci aveva un impatto allaSean Connery”.

“Senza elmo in testa, dormiva all’addiaccio, non si risparmiava mai, era sempre a cavallo, un vero leader insomma”, sottolinea Angela. “Va ricordato che all’epoca ci si spostava a cavallo e per arrivare la ci si mettevano mesi.inoltre non si partiva infilandosi le scarpe da ginnastica e con le barrette di proteine in tasca. Ci si svegliava all’alba si smontava la tenda e poi partiva una colonna di 12 km piena di soldati. Questi erano vestiti con sandali chiodati e ogni soldato portava sulle sue spalle uno zaino di oltre 40 kg”. Lo storico tv nella sua ricostruzione storica non risparmia nulla nemmeno i particolari più cruenti: “In Gallia si tagliavano teste, si facevano sacrifici umani”. I Galli come Asterix? Mica tanto. “Tagliavano le teste ai vinti e costruivano dei santuari per la gloria militare con gli scheletri dei vinti rimasti senza teste”. Infine Angela svela L’origine della passione delle imprese militari di Giulio Cesare. “Ho scritto un libro di oltre 650 pagine probabilmente perché già quando andavo all’elementari vincevo sempre il premio dell’eloquio, perché parlavo tanto.e poi lo vedete vado spesso lungo nelle spiegazioni“. E il pubblico torinese va letteralmente in visibilio.

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