Animal House

“Pagherei per sapere cosa pensano di me i miei gatti. Stiamo sempre a discorrere, mi hanno confortata nel dolore”: parla Roberta Capua

La conduttrice si racconta al Corriere della Sera attraverso l'amore per i suoi due Ragdoll, Bowie e Dior. Dai pregiudizi sfatati sui felini alla risposta netta a chi disprezza gli animali: "È un indizio in base al quale inquadrare una persona"

di Redazione FqMagazine
“Pagherei per sapere cosa pensano di me i miei gatti. Stiamo sempre a discorrere, mi hanno confortata nel dolore”: parla Roberta Capua

“Cosa pensano loro due di lei? Pagherei per saperlo. Di sicuro sanno che li adoro”. Basterebbe questa sincera ammissione per sintetizzare il legame totalizzante che unisce Roberta Capua a Bowie e Dior, i suoi due gatti di razza Ragdoll. In una lunga intervista al Corriere della Sera, la conduttrice televisiva ha messo da parte i riflettori dello spettacolo per accendere la luce sulla sua quotidianità domestica, rivelando come la presenza di questi due felini sia stata una vera e propria àncora di salvezza nei momenti più bui.

La scelta per il figlio: “Gatti nell’animo, cani nell’affetto”

Bowie, 10 anni per 10 chili di peso (chiamato così in onore del Duca Bianco della musica), e Dior, 8 anni per 8 chili, sono entrati nella vita della conduttrice quasi per assecondare una necessità familiare, trasformandosi presto nei padroni di casa. “Li ho scelti perché, dovendo assecondare il desiderio di mio figlio Leonardo, temevo per lui di prendere in casa gatti difficili”, spiega Capua ripercorrendo le origini del loro arrivo. “Ho optato per loro. Docili, buoni, coccoloni”. I Ragdoll, noti non a caso come “bambole di pezza” per la loro indole pacifica, si sono rivelati la scelta perfetta, sebbene la conduttrice ci tenga a precisare che la tranquillità non è sinonimo di apatia: “Non significa che i Ragdoll non abbiano carattere. Hanno una personalità ben definita. Però in quel periodo avevo voglia di dolcezza certa e mici di facile gestione, non troppo indipendenti, socievoli. Ho colto nel segno. Loro due sono stupendi. Gatti nell’animo, ma cani nel modo di dimostrare affetto”.

Il conforto nel dolore e le abitudini quotidiane

Dietro la morbidezza del pelo chiaro e degli occhi azzurrissimi, Bowie e Dior hanno rappresentato un supporto psicologico fondamentale. “Bowie e Dior sono stati importantissimi per me negli ultimi anni”, confessa la conduttrice, aprendo una finestra sulla sua sfera più privata. “Ho attraversato vicende personali dolorose e mi hanno dato conforto. Sapere di trovarli in attesa dietro la porta quando torno a casa mi dà gioia”. Un rapporto fatto di dialoghi costanti (“Stiamo sempre a discorrere”) e ruoli ben definiti. “Bowie è convinto che io sia la sua mamma”, racconta l’ex Miss Italia, descrivendo la scena del momento: “In questo momento ha il muso sulle mie gambe e ronfa che è una meraviglia. Dior è più autonomo e forse preferisce Leonardo, che ora studia business all’estero”. La simbiosi con Bowie tocca il suo apice al mattino, il momento della giornata preferito dalla conduttrice: “Il risveglio. Neppure apro gli occhi e Bowie già mi tocca con la zampa chiedendomi di farlo bere dal lavandino. Mi alzo e lo assecondo, come fosse un figlio”.

I pregiudizi sfatati: dai gattili a chi disprezza gli animali

A chi le fa notare i classici luoghi comuni sui felini – spesso tacciati di essere egoisti, opportunisti e legati solo alle mura domestiche – Capua risponde in modo tranciante: “Falso. È vero non sono asserviti al padrone. Però scelgono le persone non in base a chi versa i croccantini nella scodella ma per affinità. Lo comprende solo chi vive con loro almeno un giorno”. Una capacità di fascinazione che ha conquistato anche gli scettici: “Alcuni miei amici un tempo indifferenti, quando vengono a trovarmi mi chiedono per prima cosa di accarezzarli”. Sollecitata sul tema dell’adozione rispetto all’acquisto di animali di razza, la conduttrice non si nasconde e fa una promessa per il futuro: “La prossima volta andrò in un gattile se mai deciderò di avere un altro gatto quando loro non ci saranno più. Non ci voglio neppure pensare a quel momento, adesso è impensabile che possa distaccarmene”. L’intervista si chiude con una riflessione lapidaria su chi nutre disinteresse verso il mondo animale. Le parole di Roberta Capua tracciano un confine netto: “Rispetto chi ne ha paura, disprezzo chi non li considera. È un brutto segnale. Un indizio in base al quale inquadrare una persona”.

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