Claudio Amendola si è costruito una corazza per resistere al dolore. Un dolore nascosto. Una corazza che non sempre ha resistito. Non sempre è riuscito a proteggerlo come avrebbe voluto. A Vanity Fair l’attore tornato con I Cesaroni racconta che «per buona parte della mia vita ho cercato di rimandare determinati appuntamenti con me stesso perché non mi sentivo di affrontarli. Anche se non sono mai andato in analisi, col senno di poi posso dire di essere sempre fuggito dal dolore fin da bambino, come se mi fossi costruito una corazza per non soffrire. Non posso escludere che tutti i miei vizi fossero semplicemente un modo per continuare a rimandare quello che era inevitabile».
Caduta la corazza ha deciso di parlare dell’abuso di sostanze e dei suoi soldi. Soldi buttati via per sentirsi migliore. «Sarebbe ingiusto da parte mia parlare di fuga perché al tempo avevo tutto quello che potessi desiderare. Se fai uso di sostanze e hai un rapporto con il denaro come quello che ho avuto io è evidente che tu abbia dei sensi di colpa che ti porti dietro e che cerchi di spegnere». Sensi di colpa verso i suoi figli. «Delle mancanze da parte mia ci siano state: avrei potuto fare meglio, specie con le mie due più grandi». Ed è grazie a loro che ha smesso con certi vizi. «Con il tempo le esigenze cambiano e ho capito che dovevo fare la mia parte per essere stabile, soprattutto per i miei figli. Sono stati loro l’ago della bilancia».
Il tempo l’ha aiutato ad accettarsi, a cambiare e crescere. A capire di poter convivere con la parola fallimento. «Ero talmente sicuro di me e di fare bene da non rendermi conto che spesso, criticando gli altri e prendendo posizione, rischiavo di essere aggressivo e prevaricatore». Un’impetuosità, confessa a Vanity Fair, che arriva dal suo passato. Da quel bambino libero di sbagliare. «Ero un bambino messo alla prova, visto che i miei genitori mi hanno sempre dato molta fiducia lasciandomi sbagliare con le mie mani e facendomi godere una libertà maggiore rispetto a quella dei miei coetanei, visto che non avevo orari e non dovevo chiedere il permesso per andare in vacanza. Questo mi ha portato ad avere molto presto delle responsabilità capaci di farmi tirare il freno al momento giusto».
Al settimanale poi parla della sua storia con Francesca Neri. Un amore finito dopo 25 anni che gli ha lasciato «una stabilità che non mi sarei mai sognato di vivere e che mi ha fatto crescere come uomo e come essere umano. Chiuso quel capitolo, ho pian piano imparato a reggermi sulle mie gambe e a essere stabile per conto mio». Ma è stato un lavoro non semplice su stesso. Ci è voluto del tempo che Claudio Amendola non quantifica. Un tempo per superare una sua decisione. «Si, finirla è stata una mia scelta, certe cose ti destabilizzano. Venticinque anni insieme non si cancellano, e mi riempie il cuore di gioia che sia io che Francesca siamo finalmente in equilibrio».
Di sicuro «voglio sperare che aver visto un marito affettuoso che amava la propria moglie li aiuti a essere gentili e avere rispetto per tutti gli esseri umani».
Ora Amendola ha una nuova compagna che ha sempre cercato di tenere lontana dai riflettori. Purtroppo per loro non riuscendoci. «Di certo ha dato molto fastidio. Tenere qualcosa per noi è un regalo che ci facciamo: preservare le nostre intimità più profonde è difficilissimo, ma non impossibile. In questo, calarsi nei panni di qualcun altro aiuta molto». Il suo desiderio più grande oggi è «che i miei figli e i miei nipoti possano avere una vita serena come la mia».