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“Rappresenta qualcosa che oggi rischiamo di perdere: il piacere di stare insieme”: prete regala un pallone arancione ai bimbi della Prima Comunione, il gesto diventa virale

Alla fine della celebrazione a Isola del Liri il viceparroco don Florin D’Amata ha consegnato ai bambini un Super Santos

di Redazione FqMagazine
“Rappresenta qualcosa che oggi rischiamo di perdere: il piacere di stare insieme”: prete regala un pallone arancione ai bimbi della Prima Comunione, il gesto diventa virale

Un pallone arancione consegnato ai bambini al termine della Messa della Prima Comunione. È accaduto nella parrocchia della Madonna dei Fiori e San Carlo, nel quartiere San Carlo di Isola del Liri, dove il viceparroco don Florin D’Amata ha scelto un regalo insolito per i piccoli che hanno ricevuto l’Eucaristia.

Come riportato da Il Messaggero, al termine della celebrazione di domenica 31 maggio, sei bambini che avevano appena ricevuto l’Eucaristia hanno trovato ad attenderli un regalo insolito: un Super Santos, il classico pallone arancione che per generazioni ha rappresentato il gioco all’aperto, le partite improvvisate in strada e l’infanzia vissuta in gruppo. Un gesto semplice, ma pensato per andare oltre il simbolo: “Perché non volevo fare semplicemente un regalo, ma consegnare un segno. Il pallone rappresenta qualcosa che oggi rischiamo di perdere: il piacere di stare insieme. Un Super Santos invita a uscire di casa, a incontrare gli altri, a creare un gruppo, a condividere il tempo e le emozioni. È un oggetto semplice, ma racchiude valori enormi. Come il pane eucaristico ci unisce in un solo corpo, così anche il gioco vissuto insieme educa alla fraternità, all’amicizia e alla gioia dello stare con gli altri”, ha spiegato don Florin D’Amata.

Il senso del gesto

Dietro l’iniziativa non c’è stata improvvisazione, ma un percorso di riflessione condiviso anche fuori dalla parrocchia: “Questa iniziativa è nata anche grazie a un confronto avuto a scuola con il referente per il cyberbullismo, il professor Gianluca Carbone. In quell’occasione abbiamo riflettuto sull’importanza di evitare che, in una giornata così significativa come la Prima Comunione, i bambini ricevano in dono smartphone o dispositivi elettronici, privilegiando invece regali semplici che favoriscano il gioco, la socializzazione e le relazioni autentiche. Da questa riflessione è nata la scelta del pallone, come segno concreto di un invito a riscoprire la gioia dello stare insieme, del giocare all’aperto e del costruire amicizie vere”, ha aggiunto. “Viviamo in un tempo in cui spesso i ragazzi rischiano di chiudersi dietro uno schermo. Il pallone, invece, costringe a guardarsi negli occhi, a parlare, a collaborare, a confrontarsi. Oggi molti bambini ricevono come regalo della Prima Comunione uno smartphone. Non voglio demonizzare la tecnologia, che può essere uno strumento utile, ma credo sia importante non privare i più giovani di esperienze fondamentali per la loro crescita. Il rischio è quello di perdere tempo prezioso da dedicare alle relazioni autentiche, all’amicizia e al dialogo”, ha sottolineato.

Il gesto ha coinvolto direttamente anche le famiglie: “Durante il percorso di preparazione abbiamo coinvolto molto i genitori, perché l’educazione dei figli è una responsabilità condivisa. Con questo gesto ho voluto ricordare che i bambini hanno bisogno di essere accompagnati a vivere esperienze vere. Regalare un pallone significa regalare la possibilità di incontrarsi, di giocare, di costruire amicizie e ricordi. Sono convinto che la felicità non si trovi soltanto negli oggetti tecnologici, ma soprattutto nelle relazioni. Un pallone può sembrare poca cosa, ma in realtà può diventare uno straordinario strumento di crescita”, ha concluso il viceparroco.

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