Più che “il mondo salvato dai ragazzini”, il mondo al Salone del Libro di Torino 2026 lo salva Alessandro Barbero. L’Auditorium utilizzato solitamente per le star della musica straccia un sold out da 1600 persone. E metà di quelli che entrano e attendono “il professore” sono under 35. Tra questi ce n è perfino uno che ai 14 anni non ci arriva ma che sfoglia avidamente una copia di La battaglia di Lepanto (Laterza). Tale è la febbre Barbero al Salone che a due minuti dall’inizio c’è pure il collegamento video pre-incontro per vedere che fa Barbero dietro le quinte – tipo sorseggia un po’ d’acqua, si toglie i pelucchi dalla cravatta – sparato su grande schermo della sala. Ed è proprio l’editore Giuseppe Laterza ad aver inventato il format “I quattro libri che mi hanno cambiato la vita” rivolto in primis a Barbero e pure a disposizione dei lettori online sul sito della casa editrice. Il prof stupisce subito con il suo primo titolo, un tascabile Longanesi anni sessanta, alquanto : Napoleone. Il sogno infranto di un’Europa unita. Autore uno storico francese degli anni venti, Hilaire Belloc. “Ce l’ho ancora vicino al comodino”, racconta Barbero entusiasta come un bimbo e citandone ampie frasi a memoria. “Da ragazzino ero affascinato della storia militare e questo libro mi faceva vibrare”.
L’oramai pensionato ex prof di storia medievale ricorda il fascino avventuroso che il libro gli provocó tanto da scrivere un romanzo che nel 1996 vinse il Premio Strega, come Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle gentiluomo (il titolo glielo suggerì Aldo Busi), ambientato proprio nei concitati anni napoleonici del primo Ottocento. “Detto tra noi Belloc fece errori storici mostruosi. Da adulto sono andato a scovarli. Si inventó addirittura un principe prussiano di 60 anni che invece di anni ne aveva22”.
Altro libro, altro cambiamento nella vita: La società feudale di Marc Bloch. “Fu decisivo affinché diventassi un medievista. L’unica alternativa era occuparmi di animali. Vivevo del mito storico dell’antica Roma e dell’antica Grecia, ma quando mi capitò questo libro tra le mani cambiai idea”. A questo punto Barbero si concede una disquisizione metodologica da brividi: “Nel presente lo storico puoi attingere da una quantità di informazioni infinita. Mentre per il Medioevo sai benissimo che non saprai mai tutto, ma devi cercare tutte le possibili informazioni necessarie, collegare i puntini, fare delle ipotesi e dire sembrerebbe andata così”.
Terzo libro rivoluzionario è Gargantua e Pantagruele di Rabelais. “È pazzescamente divertente. L’autore era una figura storicamente controcorrente rispetto ai potenti di allora e con questo libro ci ha spiegato che tutti i potenti potevano sembrare ridicoli e che si poteva ridere di loro. Continuo ancora oggi a rileggerlo prima di andare a dormire: una volta scelgo dei fumetti e un’altra volta Rabelais”. Ultimo ma non ultimo in ordine di importanza è Il maestro e margherita di Bulgakov. “ una storia d’amore alla prova della storia. È il romanzo che mi ha consolidato nella convinzione che la letteratura russa non è la più grande di tutti i tempi che per me è la più importante di tutte”.