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“Brigitte Macron ha scoperto i messaggi tra il marito Emmanuel e un’attrice iraniana, ecco perché gli ha tirato uno schiaffo”: i retroscena sulla scenata di gelosia

In "Un couple (presque) parfait", il giornalista Florian Tardif sostiene che il gesto in mondovisione del maggio 2025 nacque dai messaggi tra il presidente e Golshifteh Farahani. La dura smentita dell'entourage presidenziale: "Tutto falso, lei non controlla mai il cellulare del marito"

di Redazione FqMagazine
“Brigitte Macron ha scoperto i messaggi tra il marito Emmanuel e un’attrice iraniana, ecco perché gli ha tirato uno schiaffo”: i retroscena sulla scenata di gelosia

Un anno fa, il mondo assisteva a un fuori programma diplomatico senza precedenti: un buffetto, o vero e proprio schiaffo, sferrato dalla Première Dame Brigitte Macron al volto del marito Emmanuel sulla scaletta dell’Airbus presidenziale appena atterrato ad Hanoi, in Vietnam. Se all’epoca l’Eliseo liquidò il gesto del 25 maggio 2025 come un innocuo gioco coniugale, un nuovo libro in uscita in Francia ribalta completamente la narrazione ufficiale: si sarebbe trattato di una scenata di gelosia causata da alcuni messaggi scoperti sul telefono del presidente e indirizzati a una nota attrice. La tesi è il fulcro di Un couple (presque) parfait (“Una coppia quasi perfetta“), volume scritto da Florian Tardif, giornalista del settimanale Paris-Match e pubblicato a un anno esatto dalla scadenza del mandato di Macron all’Eliseo (prevista per il 13 maggio 2027).

La tesi di Tardif: la “relazione platonica” e i messaggi

Secondo la ricostruzione del giornalista, la scintilla che ha fatto esplodere la rabbia della First Lady è legata alla figura di Golshifteh Farahani, 42enne attrice franco-iraniana celebre per pellicole come Un divan à Tunis, Tyler Rake e il recente Leggere Lolita a Teheran. “Il presidente ha avuto per qualche mese una relazione platonica con l’attrice”, ha dichiarato Tardif sintetizzando i contenuti del suo libro ai microfoni dell’emittente RTL. A far scattare la reazione di Brigitte sarebbero stati degli SMS inviati dal leader francese a Farahani, con apprezzamenti diretti del tenore di: “Sai, ti trovo molto bella”. Tardif difende la solidità delle sue fonti: “Do il suo nome semplicemente perché a un certo punto circolavano voci a Parigi. Ma non è un rumor. L’ho detto all’Eliseo, è una versione che non è la loro. È quello che mi è stato detto, è quello che mi è stato detto più e più volte“. Il giornalista descrive i momenti precedenti allo sbarco in Vietnam come un “malinteso sull’aereo”, una discussione che “si credeva conclusa” e che invece è sfociata in quella che definisce “una scena di coppia”.

La smentita categorica dell’Eliseo

La reazione del palazzo presidenziale è stata immediata e netta. Fonti vicine alla Première Dame, citate da Le Parisien e Bfmtv, hanno smentito con forza qualsiasi legame tra l’incidente diplomatico e l’attrice iraniana, sottolineando un dettaglio omesso nel libro: “Brigitte Macron ha categoricamente smentito questa versione dei fatti direttamente all’autore il 5 marzo, specificando che non guarda mai il cellulare del marito”. L’entourage ribadisce la linea difensiva adottata da Emmanuel Macron fin dalle ore successive all’episodio in Vietnam, quando il presidente aveva respinto l’idea di una lite coniugale affermando: “Abbiamo scherzato con mia moglie, come facciamo spesso”.

L’ironia di Trump e le dinamiche di potere della coppia

L’incidente di Hanoi, oltre a far scorrere fiumi d’inchiostro, scatenò persino l’ilarità di Donald Trump. Mesi dopo, durante un incontro alla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti ironizzò pesantemente, dichiarando che Macron “si stava ancora riprendendo dal colpo ricevuto alla mascella” e aggiungendo che la moglie “lo tratta molto male”. Parole che Macron bollò pubblicamente come “né eleganti né all’altezza” di un capo di Stato. Al netto del gossip, il saggio di Tardif analizza le dinamiche più profonde di una coppia unita ma segnata da tensioni ricorrenti, legate soprattutto al rapporto del presidente con il potere e la seduzione (“Gli piace sedurre, lo lusinga”, nota l’autore). Il dato politicamente più rilevante tracciato nel libro riguarda l’influenza di Brigitte sull’azione di governo del marito, che si sarebbe drasticamente ridotta nel corso del secondo mandato. “Lo dice lei stessa, non è nemmeno una mia teoria”, ha concluso Tardif. “È quello che pensa. Dice: ‘Non mi ascolta più'”.

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