Dal 16 maggio al 20 settembre, la vita sull’arenile di Rimini è regolata da una nuova e stringente ordinanza balneare. L’amministrazione comunale ha deciso di inasprire le misure anti-fumo introdotte inizialmente nel 2019: da quest’anno il divieto di accendere sigarette – incluse quelle elettroniche – non si limita più alla sola battigia, ma viene esteso all’intera superficie degli stabilimenti balneari. Le uniche eccezioni sono rappresentate dalle specifiche aree attrezzate messe a disposizione dai concessionari. Per i trasgressori sono previste sanzioni che vanno dai 25 ai 500 euro.
L’ordinanza riminese interviene in modo puntuale anche su altri aspetti della vita balneare. Le regole per gli animali domestici diventano più flessibili: la fascia oraria mattutina per il bagno in mare dei cani negli specchi d’acqua dedicati è stata allungata di 30 minuti (dalle 6:00 alle 8:30), mentre resta invariata quella serale (dalle 18:40 alle 21:00). Sul fronte degli spazi, viene confermata la superficie minima di 15 metri quadrati per ogni ombrellone (3 metri sopra la soglia regionale), riducibile a 12 metri quadrati solo nei tratti di spiaggia più stretti. Resta il divieto assoluto di plastica monouso, mentre è consentito il servizio di delivery. Infine, i chioschi-bar (chiringuiti) potranno organizzare dj-set dalle 18:30 alle 23:30, con deroghe fino a mezzanotte e mezza una volta a settimana e fino all’una di notte per due volte a stagione (oltre a Notte Rosa e Ferragosto).
La mossa di Rimini non è un caso isolato. In Italia non esiste una legislazione nazionale che vieti di fumare in spiaggia, ma per contrastare l’abbandono dei mozziconi e i danni del fumo passivo, le amministrazioni locali si stanno muovendo in autonomia attraverso specifiche ordinanze. Ecco la mappa aggiornata delle principali spiagge italiane “smoke free”, regione per regione.
LA MAPPA
- Veneto La regione è pioniera nella lotta al fumo in spiaggia. Bibione ha fatto da apripista nel 2014, vietando le sigarette lungo tutti gli 8 chilometri del suo litorale. A seguire, dal 2020, si sono aggiunte Sottomarina e Isola Verde a Chioggia. La grande novità del 2026 riguarda Jesolo, che ha introdotto un’ordinanza per vietare il fumo nell’area sabbiosa più frequentata. In tutte queste località restano attive zone fumatori delimitate vicino a bar e chioschi. Le multe arrivano fino a 500 euro.
- Liguria Il divieto si estende da ponente a levante. Savona ha introdotto lo stop nel 2017, seguita rapidamente da Sanremo, Santa Margherita Ligure e Lerici. Attualmente, le ordinanze coprono gran parte della zona del Golfo dei Poeti, colpendo non solo chi fuma ma anche chi abbandona i mozziconi sulla battigia, con sanzioni che variano dai 25 ai 500 euro.
- Emilia-Romagna Oltre al citato caso di Rimini, la regione vanta altre coste in cui la tutela dell’aria si unisce a progetti “plastic free”. Ravenna ha introdotto il divieto nel 2019, seguita nel 2020 da Cervia e Cesenatico, dove le sigarette sono bandite per garantire la pulizia totale dell’arenile. Le sanzioni raggiungono i 300 euro.
- Marche Dal 1° aprile 2026, Pesaro ha varato una delle ordinanze più rigide del litorale adriatico: il divieto di fumo copre ogni area, dalla passerella fino all’acqua, lasciando libere solo le zone ristoro. Regole severe e multe fino a 500 euro sono in vigore anche a Sirolo e San Benedetto del Tronto.
- Lazio Il litorale laziale vanta una delle più alte concentrazioni di lidi senza fumo. Il divieto, che spesso riguarda l’intera spiaggia o la fascia dei 5 metri dalla battigia, è attivo sul litorale romano (Ostia, Castel Porziano, Capocotta) e in comuni come Fiumicino, Torvaianica, Ladispoli, Anzio, Latina, Sperlonga, Gaeta e Ponza. Alcune ordinanze prevedono aggravanti economiche se si fuma in presenza di bambini o donne in gravidanza.
- Abruzzo La transizione ecologica delle spiagge abruzzesi procede in modo più graduale, ma spicca il caso di Alba Adriatica (Teramo), il cui lungomare è sottoposto a un rigido divieto che unisce lo stop alle sigarette a quello per la plastica monouso.
- Campania (Cilento) La zona del Cilento si sta distinguendo per la tutela ambientale. Agropoli ha vietato il fumo su spiagge e parchi pubblici a partire dal 2025, affiancata da Montecorice. Anche in queste aree, le restrizioni antifumo viaggiano di pari passo con l’eliminazione della plastica monouso.
- Puglia Dal 2023 la regione ha impresso un’accelerazione alle politiche smoke free. Castellaneta Marina spicca per il divieto totale di fumo sull’arenile. Restrizioni severe, concentrate nelle aree a maggiore densità turistica, sono in vigore anche a Manduria e Porto Cesareo.
- Sicilia Il simbolo della lotta ai mozziconi è Capaci, dove battaglie civiche hanno portato l’intero litorale a diventare smoke free. Hanno seguito l’esempio Lampedusa, Linosa, Noto, Altavilla Milicia, Terrasini e Isola delle Femmine. Tra le novità del 2026 c’è l’ordinanza del Comune di Palermo, che ha vietato il fumo per l’intera stagione estiva sulle affollate spiagge di Mondello e Sferracavallo.
- Sardegna L’isola unisce le ordinanze a sistemi di verifica attiva. A San Teodoro, ad esempio, sono previsti controllori dedicati per far rispettare il divieto. Aree smoke free (con multe fino a 500 euro) sono istituite lungo tutta la Costa Smeralda e nei comuni di Cagliari, Olbia, Sassari, Villasimius e Stintino, con quest’ultima che si distingue per un ecosistema balneare totalmente privo di plastica e mozziconi.