Un numero massimo di 25 partecipanti per ogni gruppo turistico organizzato e l’obbligo tassativo di utilizzare radioguide con auricolari non appena si superano le dieci unità. È l’offensiva normativa messa in campo dai Comuni delle Cinque Terre per arginare gli effetti collaterali dell’overtourism, nel tentativo di restituire vivibilità ai residenti e garantire una fruizione sicura dei borghi Patrimonio Unesco. Dopo l’applicazione sperimentale avviata con successo da Riomaggiore (guidata dalla sindaca Fabrizia Pecunia) durante i recenti ponti primaverili, anche il Comune di Vernazza sta per cristallizzare queste misure. Il consiglio comunale presieduto dal sindaco Marco Fenelli si appresta a votare una specifica modifica dell’articolo 68 del regolamento di polizia urbana. L’obiettivo delle restrizioni, messo nero su bianco nel testo della delibera, è chiaro: “Rispondere alle esigenze di tutela della tranquillità e del riposo dei residenti e della mobilità pedonale”.
Stop a megafoni e assembramenti
Il provvedimento interviene in primis sull’inquinamento acustico, amplificato in modo esponenziale dalla conformazione architettonica dei paesi. L’effetto “cassa di risonanza” generato dai vicoli stretti delle Cinque Terre ha reso insostenibile il vociare delle comitive. Di conseguenza, le nuove norme vietano categoricamente alle guide turistiche e agli accompagnatori l’utilizzo di altoparlanti e megafoni. La stretta logistica fissa a 25 il numero massimo di persone ammesse per singolo gruppo guidato. Le uniche deroghe previste riguarderanno i bambini al di sotto dei sei anni (non conteggiati nel totale), le “mere operazioni di imbarco e sbarco da mezzi terrestri o nautici” e le scolaresche in viaggio d’istruzione. Quest’ultime, inoltre, saranno esentate dall’obbligo di indossare gli auricolari. Per consentire ai tour operator e ai professionisti del settore turistico di organizzare la logistica e dotarsi delle apparecchiature necessarie, l’entrata in vigore ufficiale della normativa è stata fissata al 1° gennaio 2027.
Il “divieto di sosta pedonale” per liberare i carrugi
Oltre al rumore, l’altro grande nemico della vivibilità nei borghi liguri è la paralisi del flusso pedonale. Per questo motivo, seguendo l’esempio di Riomaggiore (che ha già installato un’apposita cartellonistica multilingue), anche Vernazza introdurrà il divieto di sosta pedonale per i gruppi turistici. Il regolamento includerà uno stradario specifico. Nell’abitato di Vernazza sarà interdetto non solo lo stazionamento, ma anche il semplice transito dei gruppi organizzati in arterie critiche come via Agostino del Santo, via Carruggetto, via San Francesco, via Mazzini, via San Giovanni e via Pensa, ovvero “luoghi in cui si arrechi evidente intralcio alla circolazione”. In altre aree sensibili – come la zona sottostante la stazione ferroviaria, o i tratti in direzione del Castello Doria e dei sentieri per Monterosso e Corniglia – sarà vietato fermarsi, ma resterà consentito il transito.
Infine, per evitare veri e propri ingorghi umani, il regolamento impone una “distanza di sicurezza” tra comitive: se più gruppi convergono in un medesimo punto consentito, la guida arrivata per ultima avrà l’obbligo di far stazionare i propri clienti a una distanza tale da non ostacolare il resto dei pedoni. Misure rigorose che si sommano a quelle già adottate nei mesi scorsi dallo stesso Fenelli, che per motivi di pubblica incolumità aveva vietato ai turisti di scattarsi selfie sporgendosi da scogliere e strapiombi.