Musica

Blanco in concerto a Milano: il miglior amico del Liceo che ti fa ridere (“mi son pisciato addosso nel cambio, non abbracciatemi se vengo lì”) e ti porta a ballare fino a notte fonda

L’ultimo tour (partito il 17 aprile da Jesolo) è l’esatta sintesi di cosa significhi rialzarsi, farlo bene e lasciare andare

di Andrea Conti
Blanco in concerto a Milano: il miglior amico del Liceo che ti fa ridere (“mi son pisciato addosso nel cambio, non abbracciatemi se vengo lì”) e ti porta a ballare fino a notte fonda

Cadere. Rialzarsi. Ricominciare. Blanco ha dimostrato ieri 11 maggio, nella prima delle due date sold out all’Unipol Forum di Milano, di essere l’esempio di come, a volte, davanti alle difficoltà della vita bisogna accogliere cioè che di negativo c’è e lasciarlo andare. L’ultimo tour (partito il 17 aprile da Jesolo) è l’esatta sintesi di cosa significhi rialzarsi, farlo bene e lasciare andare.

L’intro è affidato a “Il cielo in una stanza” di Gino Paoli, cantato a squarciagola dai fan, una formula vincente adottata anche da Olly che ha inserito in playlist “Maledetta Primavera” di Loretta Goggi e “Albachiara” di Vasco Rossi. Il primo brano ad aprire la scaletta non poteva che essere “Ti voglio bene uomo”, un vero e proprio manifesto, contenuto nell’ultimo album “Ma’”, di chi è Blanco oggi: “Tu puoi colpirmi come un pugile. Raccontarmi cose stupide. Ogni tua paranoia è inutile. Se infine poi ti è utile”.

Colpisce subito il live design alla scenografia firmato dal collettivo londinese Ombra che hanno ricreato alle spalle del cantante una serie di immagini e grafiche in movimento a riprodurre le particelle ad alta entropia che piano piano si evolve nel racconto brano per brano. Blanco è immerso nell’oscurità all’inizio del concerto, via via poi appaiono i colori, l’energia e i brani in scaletta in bilico tra i successi che hanno dato il via alla precoce carriera di Blanco come “Notti in bianco”, “Mi fai impazzire”, “La canzone nostra”, ai duetti che hanno segnato il riconoscimento artistico dell’autore Blanco come “Ricordi” (nel disco in duetto con Elisa) e “Un briciolo di allegria” con la voce di Mina fuori campo. Il gran finale, al netto del successo sanremese, si chiude con il brano che ha dato il titolo all’ultimo disco “Ma’”: “Tu non sai cosa ho passato. Ho bisogno di rumore”.

E di rumore ne ha fatto parecchio Blanco, sul palco accompagnato dal fedele produttore e musicista Michelangelo (chitarre-piano) Carmine Landolfi (batteria), il bravo Emanuele Nazzaro (basso), Giacomo Ruggeri alla chitarra e Gabriele Bolognesi, polistrumentista tra synth, tastiere e sax.

Quello che colpisce di Blanco è che a differenza delle performance allo Stadio San Siro di Milano nel 2023 e ancora prima al Fabrique nel 2022, Blanco ha “addomesticato” la sua urgenza fisica e ‘animalesca’ sul palco per dirottarla in una maggiore carica interpretativa e maturità di gestione del palco. C’è anche quel barlume di sana follia che ha conquistato migliaia di fan, ma – si diceva – le cadute poi rendono più maturo l’uomo.

Niente discorsi “acchiappa-applausi”, ruffianerie del tipo “Milano sei stupenda, non ho mai cantato in un posto così”, ma solo sprazzi di battute, risate e black humor di un ragazzo di 23 anni.

L’incipit è stato: “Vediamo chi è qui dal giorno 0″ e poi “Siete una famiglia”. Durante il primo cambio abito ha esclamato: “Mi son pisciato addosso al cambio. Son tutto pisciato. Non abbracciatemi se vengo lì sotto”. Nel terzo cambio d’abito con un completo elegante nero, Blanco tira via le scarpe sul palco per poi fare un ‘mea culpa’ dopo qualche minuto: “Rimetto le scarpe, come un signorino”. Poi il gesto d’affetto per il compagno musicale di sempre: “Predico ma non faccio. Mi piace attaccare Michelangelo live e dirgli che è una merda”. E infine un fan gli ha regalato la tesi. Blanco lo ha ringraziato ma poi ha esclamato: “Poi strappo la prima pagine e dico che è mia”. Il riferimento è al corso di studi che sta frequentando al Liceo delle Scienze Umane.

La simpatia è certamente il suo forte.

Il tour nei palazzetti si concluderà a Pesaro il 16 maggio, seguirà la tranche estiva, al via a giugno e in programma fino a settembre.

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