Werner Herzog ha rifiutato il Festival di Cannes. Nelle scorse ore Variety ha riportato in esclusiva la notizia dell’assenza di Bucking Fastard, il nuovo film di fiction dell’83enne cineasta tedesco, nel programma della Croisette di quest’anno. Il motivo? Frémaux e soci non hanno ritenuto il film abbastanza valido per il Concorso. Come si sa, nei festival di rango, tra cui anche Venezia e Berlino, esiste una formula allargata per inserire più titoli possibili in primo piano. Si tratta dell’invito nella “Selezione ufficiale” che, in pratica, vuol dire tutto e non vuol dire niente. Si può essere nella selezione ufficiale sia quando si è in Concorso – e gareggiare per la Palma d’Oro – sia in una categoria minore (Certain Regard) o addirittura come proiezione speciale o fuori concorso. Ebbene, secondo Variety, a Herzog non è stato offerto il Concorso, quindi l’invito ufficiale cannense, nell’ampia “selezione ufficiale”, l’autore di Fitzcarraldo l’avrà usato per spolverare il mobilio di casa. Un portavoce della produzione di Bucking Fastard ha spiegato che l’invito è “stato gentilmente declinato”. Herzog, riporta sempre Variety, sperava che la presenza nel cast delle attrici protagoniste Kate e Rooney Mara – pare in grande spolvero nella parte di due sorelle gemelle – offrisse al film un appeal ulteriore in termini di cast internazionale e hollywoodiano, per concorrere a qualche premio.
Il fatto che inizialmente Cannes avesse comunque annunciato Bucking Fastard nella “selezione ufficiale” ha creato ulteriore confusione. Si tratta comunque del gran rifiuto di un nome importante del cinema mondiale, nonostante le sue produzioni non riescano più ad avere la magia dei suoi film degli anni Ottanta. Va poi aggiunto che a Cannes si sta cercando di far mutare pelle da anni al Concorso, scostando qualche grosso storico nome per farcene entrare di nuovi e meno conosciuti. Anche se l’operazione del rinnovamento autoriale è diventata una faccenda complessa e sempre più di nicchia proprio perché le giovani firme che Cannes coltivò tra i Settanta e gli Ottanta – pensiamo solo a Francis Ford Coppola – non esplodono più con la forza commerciale e la spinta della critica dell’epoca.
Per il famoso, e terrificante, Megalopolis nel 2024, il tentennamento cannense fu altrettanto conclamato. Alla fine il film di Coppola, si dice su grossa pressione del regista stesso, venne inserito nel Concorso, ma la scelta non si rivelò così fortunata. Il caso Herzog ricorda invece quello che è accaduto a Jim Jarmusch nel 2025 con Father Mother Sister Brother: Cannes lo invitò in selezione ufficiale ma non in Concorso e Jarmusch rifiutò. Il film finì, ovviamente, in Concorso a Venezia vincendo addirittura il Leone d’Oro, incassando quasi nove milioni di dollari nel mondo.
Su Indiewire, il regista di Daunbailò dichiarò che quando gli organizzatori francesi gli dissero che avrebbero voluto mettere Father Mother Sister Brother non in Concorso ma in un’altra sezione, lui rispose: “Non faccio film da cinque anni. Sono stato a Cannes molte volte e questa collocazione non è per me appropriata. Il Concorso a Cannes per me è fondamentale, non per la competizione in sé, ma per la visibilità che darà all’uscita del mio film in modo da poter ripagare gli investitori e poter realizzare un altro film. Non è una questione di premi”. Aggiungiamo anche che finire in altre sezioni che non siano quella del Concorso di Cannes non è affatto disonorevole (Marco Bellocchio è stato presente tra fine anni Novanta e inizio secolo con molti suoi titoli nel Certain Regard), ma che alla fine gli slot temporali e l’attenzione dei media verso i film in Concorso sono più convenienti per la produzione di un film rispetto a sezioni cosiddette minori.
La sinossi ufficiale di Bucking Fastard racconta le vicende di Jeana e Joan Holbrooke (le sorelle Mara) che, alla ricerca di una terra immaginaria dove il vero amore è possibile, iniziano a scavare un tunnel attraverso una catena montuosa. Nel cast figurano anche Orlando Bloom e Domhnall Gleeson. Kate Mara, in una recente intervista, aveva elogiato Herzog e il suo lavoro: “Non c’è nessuno al mondo come lui. Lavorare con lui è stato magico e condividere l’esperienza con mia sorella è stato come realizzare un sogno”. Bucking Fastard sarà ovviamente il primo titolo già presente nel Concorso di Venezia 2026, dove Herzog nel 2025 ha ricevuto un Leone d’Oro alla carriera e ha presentato il documentario Ghost Elephants… Fuori Concorso.