Una vacanza a Cuba che doveva essere spensierata e goduta si è trasformata in un ricovero in terapia intensiva e poi in una sconfitta in tribunale. La vicenda risale al 2018 e la racconta il Corriere della Sera: una coppia di sessentenni di Rimini decide di godersi qualche giorno in un paradiso tropicale dopo la pensione ma arrivati al resort, la prima brutta sorpresa.
La stanza dell’hotel presenta diversi problemi, tra “sporcizia, insetti, perdite d’acqua e aria condizionata malfunzionante”. La coppia ottiene una nuova camera e la vacanza prosegue. Già sul volo di ritorno verso l’Italia, però, l’uomo comincia a sentirsi male. Dopo una prima visita dal medico curante, viene ricoverato in ospedale con una grave insufficienza respiratoria dovuta a una polmonite bilaterale. Successivamente arriva la diagnosi di legionellosi e il trasferimento in terapia intensiva.
Convinto che il contagio fosse legato alle condizioni igieniche dell’hotel, il pensionato ha poi avviato una causa contro l’agenzia di viaggi chiedendo 550mila euro di risarcimento. Secondo il tribunale di Rimini però, non è stato dimostrato il nesso causale tra il soggiorno a Cuba e la malattia. I giudici hanno inoltre sottolineato che il viaggio “è stato regolarmente eseguito e goduto” e che i primi sintomi sarebbero comparsi soltanto durante il volo di rientro. I due pensionati sono stati condannati a pagare 30 mila euro di spese legali.