Eurovision Song Contest 2026 è alle porte, in attesa delle prime due Semifinali domani 12 maggio e il 14 maggio su Rai 2 e la Finale su Rai 1 il 16 maggio. Ieri, domenica 10 maggio, è stato il grande giorno della cerimonia di apertura all’iconico Municipio di Vienna per la 70esima edizione della manifestazione musicale mondiale. Ma chi era lì ad applaudire i 35 artisti in gara non ha potuto non notare il cordone di sicurezza massiccio, presente in ogni angolo della location. E non a caso.
Il tabloid The Sun lancia l’allarme terrorismo: “Il pericolo è più reale che mai e i rischi potrebbero aumentare. Centinaia di agenti di sicurezza e spietati cani poliziotto sono stati dispiegati in tutta la capitale austriaca”.
Il professor Nicolas Stockhammer, esperto di antiterrorismo all’Università del Danubio di Krems, ha indicato l’ISIS e la sua rete globale di fanatici, così come l’Iran e i suoi alleati, come le principali minacce, insieme alle “cellule dormienti”
“Un evento di questa portata richiede tutti i preparativi necessari. – ha dichiarato al The Sun. – Immediatamente sul posto, ma anche per prevenire qualsiasi potenziale complotto terroristico. Ciò richiede una cooperazione internazionale con i servizi di intelligence e le forze dell’ordine, che è in corso. Una delle principali minacce è rappresentata da potenziali attacchi nelle aree riservate al pubblico, che sono molto più difficili da proteggere rispetto allo stadio, che può essere messo in sicurezza in modo più efficace. Tuttavia, esiste sempre anche la possibilità di un attacco terroristico”.
Quello che ha definito lo “scenario più probabile” potrebbe includere un attacco terroristico di basso livello all’Eurovision, con l’utilizzo di armi da taglio o un attacco con un’auto. Anche un attacco con ordigni esplosivi improvvisati è una “possibilità”, ma meno probabile.
La delegazione israeliana, composta da ballerini e personale di supporto, è giunta nella capitale austriaca con un imponente dispositivo di sicurezza, in previsione di possibili manifestazioni di protesta. Stando a quanto riferito dai media locali, lo Shin Bet, il servizio di sicurezza interno israeliano, mantiene la responsabilità diretta della protezione degli artisti e dell’intera troupe. Garantire la loro incolumità rappresenterà “una delle sfide più significative” per le forze dell’ordine, come ha sottolineato Stockhammer.
Le autorità di sicurezza si preparano a gestire una serie di proteste previste per questa settimana, con una partecipazione stimata fino a tremila persone. In conformità con le normative vigenti, le manifestazioni devono essere registrate con un preavviso di 48 ore.
Xenia Zauner, alto funzionario di polizia incaricato di supervisionare le operazioni di sicurezza, ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa tenutasi all’inizio della settimana: “Prevediamo blocchi stradali e azioni di disturbo, in particolare nella giornata della finale, sia attraverso assembramenti autorizzati che non autorizzati”.
Nel frattempo, le preoccupazioni legate alla minaccia terroristica in Occidente sono sensibilmente aumentate a partire dallo scoppio del conflitto con l‘Iran nel mese di febbraio e dall’assassinio della Guida Suprema iraniana, l’Ayatollah Ali Khamenei. Storicamente, la Repubblica Islamica ha fatto ricorso ad attacchi asimmetrici come elemento centrale della propria strategia, avvalendosi di organizzazioni affiliate e agenti interposti. Parallelamente, il gruppo terroristico ISIS ha registrato un rafforzamento della propria capacità operativa, rappresentando una seria minaccia per la sicurezza degli Stati Uniti e dell’Europa. Gli occhi, in queste ore, sono puntati su questi due punti cruciali.