Fine vita, la riunione di Forza Italia per spingere la legge chiesta dai Berlusconi: “Fdi tolga il veto”
Una spinta sulla legge sul fine vita. Come chiede la famiglia Berlusconi che, dopo la sconfitta referendaria, vuole dare un nuovo volto a Forza Italia sul tema dei diritti. È questo l’esito della prima riunione “tematica” dei deputati di Forza Italia organizzata mercoledì sera dal nuovo capogruppo alla Camera Enrico Costa. Alla riunione che si è tenuta nella sala Colletti della Camera (nonostante qualche lavoro di ristrutturazione ancora da completare) oltre a Costa erano presenti anche la capogruppo azzurra al Senato Stefania Craxi e il senatore Pierantonio Zanettin, relatore del provvedimento nelle commissioni Giustizia e Affari Sociali di Palazzo Madama. Una riunione molto partecipata in cui tutti i deputati si sono detti d’accordo sulla proposta della maggioranza che regola il suicidio medicalmente assistito introducendo dei limiti precisi.
Il testo, però, è bloccato da nove mesi al Senato dopo l’approvazione del testo base del luglio 2025 per il veto di Palazzo Chigi e in particolare, dicono fonti di maggioranza, dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, braccio destro di Giorgia Meloni vicino all’ala più conservatrice del Vaticano.
Il capogruppo alla Camera Costa si è presentato con un fascicolo da consegnare a tutti i deputati con il dossier sulla legge, i relativi emendamenti e le sentenze della Corte Costituzionale in materia: “Tutti devono essere in condizione di esprimere liberamente le proprie valutazioni”, ha spiegato Costa in apertura di riunione. A presentare la proposta è stato soprattutto Zanettin, che da mesi segue la proposta di legge: “Noi siamo sempre stati per dare libertà di coscienza a tutti, ma questo è un buon testo già conservativo e che trova consenso nel mondo cattolico” ha spiegato il relatore forzista al Senato. Zanettin ha anche spiegato che con questa legge non si “sdoganano” i casi più “estremi” di suicidio assistito “come quello delle gemelle Kessler” aggiungendo che per Forza Italia è molto importante “coinvolgere il Servizio Sanitario Nazionale”, un punto chiave che non è previsto oggi dal progetto di legge e che viene chiesto da opposizioni e associazioni. Infine Zanettin, parlando dell’iter della legge, ha anche mandato una frecciata agli alleati: “Da mesi sia Fratelli d’Italia che Palazzo Chigi non mandano i pareri nelle commissioni sugli emendamenti: un atteggiamento ostativo sulla proposta di legge”.
Il dibattito in assemblea è durato quasi due ore e si sono succeduti diversi interventi di quasi tutti i deputati azzurri. Si sono confrontate anche sensibilità diverse all’interno del gruppo tra la fazione più cattolica rappresentata da Fabrizio Sala (“Ma voglio che gli altri abbiano questo diritto”), Luigi Caroppo e Roberto Bagnasco e quella più laica di cui si è fatta portavoce la vicesegretaria Deborah Bergamini (da sempre vicina alla famiglia Berlusconi): “Da laica dico che questa legge è un punto di partenza, la libertà per noi è un principio cardine”. Anche il deputato azzurro Paolo Emilio Russo ha spiegato che la legge è un “buon punto di mediazione, condivisa anche dal mondo cattolico”. La riunione si è conclusa dando mandato alla capogruppo al Senato Craxi di andare avanti e riprendere il discorso con gli alleati di maggioranza per approvare un testo entro la fine della legislatura.